CASTILENTI – Che giornata straordinaria ho avuto il privilegio di vivere! Ringrazio di cuore la Cantina San Lorenzo Vini ed Eleonora Lopes per l’invito a partecipare alla seconda edizione di “Una giornata da San Lorenzo Vini. Insieme tra vino, cultura e natura”. È stato un vero e proprio tuffo nel cuore pulsante dell’Abruzzo vitivinicolo, un’esperienza che mi ha permesso di esplorare a fondo un vitigno che non amo particolarmente: il Pecorino.

Il Pecorino: Non un Semplice Vino, Ma il Genius Loci di un Territorio Il vero protagonista dell’evento è stato senza dubbio lui, il Pecorino, e la sua incredibile evoluzione culturale. L’intera giornata è stata un inno a questo vitigno autoctono, dalla sua storia fino alla sua affermazione come simbolo di un territorio unico. Fin dal primo momento, si è percepita una profonda connessione tra il vino e la sua terra, un legame che l’antropologo e docente Ernesto Di Renzo ha saputo magistralmente definire con il concetto di “Genius Loci”.

Le sue parole mi hanno colpito profondamente: “Quando ad esempio siamo in un locale e dobbiamo scegliere un vino, il pecorino e i vitigni autoctoni in generale si stanno imponendo sempre di più nelle scelte degustative. Questo perché le nostre scelte, i nostri gusti sono totalmente plasmati dalla nostra cultura, dalle nostre origini, dalla nostra identità.” È proprio così! Il Pecorino non è solo un bicchiere di vino, ma un racconto liquido delle nostre radici, della nostra appartenenza. È il sapore autentico di un luogo, l’espressione più pura del suo terroir. La Cantina San Lorenzo, con la sua storia che affonda le radici nel lontano 1890, incarna perfettamente questa filosofia, portando avanti con passione la tradizione di famiglia giunta ormai alla quarta generazione con i fratelli Gianluca e Fabrizio Galasso e il loro zio Gianfranco Barbone.

Ma veniamo al momento clou che mi ha lasciato letteralmente senza parole: la verticale di Pecorino San Lorenzo. Un’occasione più unica che rara di assaggiare diverse annate, dalla più giovane alla più invecchiata, per comprenderne l’evoluzione nel tempo. Ho avuto il privilegio e l’onore di gustare vere e proprie “capsule del tempo”: le annate 2007 e 2010!

È stato incredibile! Mentre le annate più giovani si presentavano con il loro giallo paglierino vivace e le fresche note di frutta matura tipiche, le annate più vecchie hanno rivelato una complessità e una persistenza molto interessante. Il naso si è riempito di profumi di mandorla, frutta secca e camomilla, mentre al palato il vino era ancora vivace, con un’acidità sorprendente che il sommelier Gianni Sinesi ha giustamente definito “da meditazione”. Gianluca Galasso lo aveva detto: “un vitigno che in questo territorio si è adattato perfettamente e ci ha dato grandi soddisfazioni. Oggi per l’occasione abbiamo degustato annate vecchie che ci hanno stupito nella loro potenzialità di invecchiare ed evolversi”. Ed è proprio così! Sapere che una bottiglia di Pecorino, senza passaggi in legno per mantenere intatti tutti i suoi sentori e profumi tipici, possa regalare emozioni così intense a distanza di tanti anni, è una testimonianza della sua straordinaria longevità e della maestria della Cantina San Lorenzo.

La giornata è proseguita esplorando il magnifico Palazzo De Sterlich del 1500, un luogo che trasuda storia e dove i vini di San Lorenzo affinano in un’atmosfera magica. La lodevole dedizione della famiglia Galasso, che oggi con Fabrizio, Gianluca e lo zio Gianfranco, che segue la parte agronomica, continua a innovare nel rispetto della tradizione. La loro è la più grande azienda vinicola familiare del teramano, con 160 ettari di vigneti che si estendono su tre crinali di collina, quasi esclusivamente dedicati ai vitigni tipici d’Abruzzo.

Ho ammirato la loro attenzione scrupolosa lungo tutta la filiera produttiva, dalla cura del vigneto all’imbottigliamento. E non solo: l’impegno per la sostenibilità, con l’adesione al sistema SQNPI, acronimo di Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata, è un sistema di certificazione volontaria che valorizza i prodotti agricoli ottenuti seguendo le tecniche di produzione integrata, dimostra una visione moderna e responsabile.

La giornata si è conclusa in bellezza al B&B Il Giglio Rosso, dove i vini San Lorenzo sono stati sapientemente abbinati ai piatti dello chef Guido Brandito, in un’esplosione di sapori e convivialità.


In definitiva, “Una giornata da San Lorenzo Vini” non è stato solo un evento, ma un’esperienza sensoriale e culturale profonda. Una riflessione sulla complessità del Pecorino, un vino che non è solo una bevanda, ma un’espressione autentica del suo territorio e della sua gente. Non vedo l’ora della terza edizione!

E tu, hai mai avuto il piacere e la fortuna di degustare un Pecorino longevo?
