GIULIANOVA – Ieri sera ho avuto il privilegio di prendere parte alla cena inaugurale di Caliscendi 2025, e credetemi: è stata una di quelle serate che si fissano nella memoria con la leggerezza di una brezza marina e il sapore persistente di un buon calice di vino.

L’evento ha preso vita con la cucina d’autore del Ristorante Lucia, in una location che sembrava uscita da un sogno: il Molo Sud di Giulianova, trasformato in una sala da pranzo galleggiante, intima e suggestiva. Ad accompagnarmi in questo viaggio sensoriale, Lamberto Vannucci della Cantina Centorame – un vero ambasciatore del territorio e della sua eccellenza enologica. La sua presenza, la sua passione e i suoi racconti hanno reso la serata ancora più autentica.

Caliscendi non è un semplice evento gastronomico: è un progetto che ogni estate trasforma il porto in uno spazio da vivere, non solo da attraversare. Quest’anno, però, c’è una novità che ha conquistato tutti: la cena seduta, una formula inedita che ha reso l’esperienza ancora più esclusiva.

Solo 12 coperti per ogni caliscendi, pochi fortunati seduti lungo il molo, avvolti da luci soffuse, dalla musica in sottofondo e da uno scenario che sembrava dipinto a mano: il mare al tramonto, le barche che rientravano lente, il profumo del legno e della salsedine. Un’atmosfera così intensa da sembrare irreale.

L’edizione 2025 si apre così, con il piede giusto, promettendo un’estate fatta di emozioni, cultura e sapori. E non è finita qui: è in fase di completamento un nuovo tratto di caliscendi sul Molo Nord, a testimonianza di un progetto in continua crescita e sempre più radicato nel territorio.

Un menu che racconta il mare: la cucina del Ristorante Lucia

La cucina è stata la vera protagonista della serata. Più che una cena, un racconto in capitoli, scritto con ingredienti del territorio e una visione moderna. Ogni piatto ha saputo stupire e confortare al tempo stesso.


Si è cominciato con una seppia alla brace servita con topinambur in doppia consistenza, aglio nero e una delicata nota di zafferano: un gioco armonico di contrasti che ha acceso i sensi. A seguire, ravioli ripieni di pesce bianco, abbracciati da un mare di vongole fresche e bottarga: sapori netti, diretti, perfettamente calibrati.


Il dentice alla brace con giardiniera di verdure è stato il piatto simbolo della serata: cotto da maestro, freschissimo e servito con sobrietà. Una di quelle portate che ricordano come, nella semplicità, si nasconde spesso la grandezza. E per chiudere in dolcezza, un semifreddo sorprendente, elegante e goloso, a coronamento di un percorso gastronomico impeccabile.



Vini che parlano abruzzese: Centorame, tra eleganza e identità
In perfetto abbinamento con ogni portata, i vini della Cantina Centorame hanno saputo raccontare la ricchezza della nostra terra. In particolare, ANNA, il metodo classico 100% Pecorino, è stato un protagonista silenzioso ma decisivo: fine, verticale, persistente. Un vino che accompagna, non sovrasta, e che valorizza ogni piatto con discrezione ed eleganza. Abbiamo poi proseguito con il Pecorino fermo “Tua Pina” e il Cerasuolo d’Abruzzo “Liberamente”, un vino molto interessante per carattere e qualità. Il finale non poteva che essere all’altezza: vino cotto artigianale e una genziana fuori dal comune, firmata Osteria I Somari di Pescara. È realizzata con il loro Cerasuolo d’Abruzzo e ha un’anima decisa, autentica, che richiama i profumi della terra abruzzese in tutta la sua forza. Una chiusura rustica, intensa, semplicemente perfetta.

La nuova formula di Caliscendi è ambiziosa, e anche se comporta uno sforzo per i ristoratori – che per partecipare devono sospendere il servizio nelle loro sedi – il ritorno in termini di visibilità, coinvolgimento e promozione del territorio è innegabile.

Grazie a Valentino Ferrante, presidente dell’Ente Porto e complimenti a tutto lo staff organizzativo, agli chef, ai sommelier, ai camerieri: ognuno ha contribuito a creare un momento raro, curato ed autentico.

Caliscendi 2025 ha aperto una porta su una nuova idea di convivialità. Una cena non è solo cibo: è paesaggio, persone, storie, emozioni. E questo evento ne è stata la perfetta dimostrazione.


E voi? Avete mai cenato guardando il mare da così vicino da sentirlo respirare?
