PESCARA – Martedì sera ho avuto il piacere di partecipare a un evento davvero speciale presso Amber Wine Corner, nel cuore della movida di Pescara.


In questa atmosfera vivace, ho ascoltato con grande interesse gli interventi del professor Leonardo Seghetti, rinomato esperto di enogastronomia, e del professor Mauro Serafini, docente di bioscienze all’Università di Teramo. I due relatori hanno esplorato un tema affascinante: la passione per il vino e la storia dell’alimentazione ai tempi della Roma imperiale.

Un tema molto affascinante su cui Vinum Hadrianum, cantina fondata come spin-off dall’imprenditore digitale Piero Pavone, originario di Atri (Teramo), sta investendo con un progetto interssante ed ambizioso. La cantina ha saputo riprendere e valorizzare la tradizione vitivinicola romana, producendo vini macerati e vinificati in anfore di argilla, realizzate a Castelli, patria della maiolica teramana.

È un progetto che mescola sapientemente antiche tradizioni con un approccio innovativo, portando sul mercato vini che raccontano una storia millenaria.

Angela Ippoliti, titolare del punto pescarese di Vinum Hadrianum, ha spiegato che sarebbe stato impossibile riproporre fedelmente la cucina di duemila anni fa, non solo per le differenze di gusto, ma anche per le normative igienico-sanitarie di oggi un “pochino più stringenti”! Così, gli ingredienti storici sono stati reinterpretati in chiave contemporanea, dando vita a piatti che rispettano il passato ma si adattano al palato moderno.

Il professor Serafini ha poi arricchito l’incontro con una riflessione sull’alimentazione dell’antica Roma, spiegando come alcune lezioni del passato possano essere utili anche oggi. In un’epoca in cui l’eccesso di cibo e le malattie metaboliche sono all’ordine del giorno, il professor Serafini ha suggerito un ritorno a un’alimentazione più semplice e naturale, come il minestrone contadino, un piatto nutriente e protettivo.

Durante la serata, ho avuto l’opportunità di degustare alcuni dei migliori vini della cantina, tutti vinificati in anfora. Tra questi, il Pontius Montonico Colli Aprutini, che ho trovato un po’ ruvido e spigoloso; l’Aelio Trebbiano IGT, un orange wine che mi ha colpito per la sua spalla acida e la piacevolezza al palato; e il Maximo Montepulciano d’Abruzzo DOCG Colline Teramane, un vino che si distingue per la sua morbidezza e un tannino setoso davvero interessante.

Ad accompagnare questi vini, sono stati serviti deliziosi piatti preparati dal ristorante stellato La Bandiera della famiglia Spadone, situato a Civitella Casanova (Pescara). Piatti come Pollo uva e levistico, Seppia miele e biscotto al nero, Manzo marinato con salsa di acciughe e farro, Polpo lenticchie e ortaggi, e Merluzzo olive rafano e agrumi, hanno saputo reinterpretare ingredienti dell’epoca romana in una chiave moderna e raffinata.



L’evento è stato una vera e propria esperienza sensoriale, che ha saputo coniugare storia, cultura ed enogastronomia in un modo unico e coinvolgente. Un viaggio nel tempo alla scoperta di sapori e tradizioni antiche, ancora carichi di significato e potenziale per il presente.
Ci vediamo al prossimo sdijuno!
