CERMIGNANO – Dal 26 al 28 luglio, dopo 13 anni di assenza, Poggio delle Rose ha organizzato nuovamente CANTINANDO! Questo evento, che in passato ha riscosso un successo straordinario, è tornato in grande spolvero quest’anno, ve lo assicuro!

L’Associazione Culturale Acli “LA LIVATT” di Poggio delle Rose promuove la manifestazione nel triangolo (d’oro!) del Montonico, vitigno autoctono abruzzese che si trova solo nelle aree di Poggio delle Rose, Bisenti e Cermignano.

Poggio delle Rose, un piccolo borgo che di recente ha fatto parlare di sé per il laboratorio per la produzione del celebre vino cotto con il Montonico promosso dall’associazione Montonicotto capitanata da Gennaro D’Ignazio, nativo di Poggio, noto ristoratore della costa teramana con la sua Vecchia Marina.
Situato su un’altura tra le sorgenti del fiume Piomba, questo territorio si distingue per le sue caratteristiche che mutano percorrendo piccole distanze lungo antichi sentieri. Tra fiori selvatici e piccole vigne, conservate da pochi, resilienti e tenaci appassionati del vino Montonico, si respira un’atmosfera unica.
Negli anni ’30, il Montonico veniva esportato come uva da tavola nei Paesi del nord Europa, principalmente in Germania e Belgio, grazie alla sua straordinaria capacità di conservazione. Per capirci, se si raccoglie a piena maturazione e lo si appende, questa uva può essere gustata fino a gennaio, complici anche le temperature.

Il centro del paese ed alcune abitazioni nelle contrade sono state il palcoscenico di una manifestazione che prevede la riscoperta del fascino di un ambiente rurale, attraverso un’allegra passeggiata tra “un panino ed un bicchier di vino, la felicità”. Partiamo per ordine: nella piazza del paese si trovano stand di cibo e bevande, panche al coperto e palco, ma la cosa più importante è il banco per il check-in. Altro che Ryanair, dove con soli 20 euro si dà il via ad un’esperienza memorabile.

Viene fornita una sacchetta, un bicchiere e il bus-navetta per raggiungere le cantine private nelle contrade.
Ho partecipato alla splendida giornata con degli amici che a loro volta hanno amici autoctoni de “lu Puje”, nome dialettale di Poggio delle Rose. Con il trasporto, siamo approdati in primis alla cantina più alta del paese, dove siamo stati accolti con gioia dai padroni di casa e dal loro entourage.

Abbiamo iniziato gli assaggi di vino con un Montonico a bacca gialla, diverso dal classico a bacca verde che non avevo mai assaggiato prima. Leggermente dolciastro, con una piccolissima percentuale di Trebbiano d’Abruzzo, una bevuta piacevole che ha aperto le danze. Lì abbiamo gustato anche salumi, bruschette con sardelle sotto sale e pomodoro, e un piatto di fagioli con prosciutto crudo e cotiche, a dir poco sublime. Canti e balli con i gruppi folk che giravano per le cantine e rallegravano l’atmosfera assieme al vino.
Dopo aver salutato la prima accogliente famiglia, con l’aiuto dei nostri amici indigeni abbiamo percorso strade e curve, scendendo per sentieri in aperta campagna con un fantastico panorama che guarda il mare.

La seconda cantina in discesa ci ha offerto un Montonico con una spalla acida decisamente interessante.

Vinificato con le uve classiche a bacca verde, questo vino ha conquistato il mio gusto: secco e fresco. Ma non finisce qui!

I padroni di casa hanno tirato fuori salumi di cinghiale e spezzatino di cinghiale. Che ve lo dico a fare, un’esperienza che difficilmente si riesce a fare. Molti lo danno per scontato, ma io che giro cucine e cantine quasi ogni giorno sono rimasto piacevolmente colpito dalla qualità e dal gusto di tutto quello che ho assaggiato sabato scorso.

Cantinando è anche questo: oltre al vino, ottimo cibo genuino preparato da famiglie che lo fanno con amore. E non finisce qui!

Abbiamo affrontato una piccola salita ed il panorama è diventato ancora più bello. Siamo poi scesi per un sentiero che ci ha portato alla terza cantina, quella di Emidio. E sapete perché so il suo nome?

Perché mi hanno raccontato che Emidio fa una bollicina di Montonico. Con la complicità degli amici di TeleTannico abbiamo intervistato Emidio, che per ringraziarci ci ha stappato la sua bollicina, un vino dal colore giallo paglierino intenso con un’allegra bollicina, un mix tra Montonico e Trebbiano e poi abbiamo gustato anche il suo Montonico fermo profumato ed quilibrato. Dulcis in fundo, ci ha fatto gustare una pecora alla callara in bianco, un piatto succulento e decisamente ben realizzato, preparato dalle mani esperte di un pastore, chi meglio di lui! Siamo riusciti ad accaparrarci le ultime tre porzioni, “è andata a ruba” ci hanno detto. “E ci credo” gli ho risposto!

Abbiamo incontrato alcuni amici che ci hanno portato a casa loro a gustare una roserva di famiglia, il prezioso vino cotto del nonno, decisamente molto buono. Santi nonni, un abbraccio a tutti i nonni e le nonne del mondo! Poi, giù per la strada asfaltata.
Non essendo propriamente uno sportivo, ho fatto l’autostop per tornare al paese e lì l’ultima tappa, in mezzo al borgo antico.

Qui, un Montonico più profumato ha accompagnato una genuina e gustosa porchetta artigianale, degna conclusione del succulento tour!

Nel corso del giro, oltre al Montonico, ho avuto occasione di assaggiare anche del buon rosato, ottimi Cerasuoli e Montepulciani d’Abruzzo, a Poggio delle Rose il vino lo sanno fare e lo hanno ampiamente dimostrato il week-end scorso!

È stata decisamente una piacevole esperienza, di certo non mi sarei mai aspettato un’accoglienza così spontanea e genuina. Oggi, questi approcci umani sono ormai quasi un ricordo e diciamolo ad alta voce, in Abruzzo lo potete ancora trovare, e siamo fieri di questo, almeno io lo sono!

Grazie mille a tutti i compagni di viaggio, alle cantine ed agli organizzatori, un evento sincero come pochi dove tornerò molto volentieri.
Ci vediamo al prossimo sdijuno!
