Mercoledì 21 agosto ho avuto il piacere di partecipare allo Champagne Day organizzato dal Bellariva Enoteca Bistrot di Alba Adriatica, un evento che si è rivelato molto più di quanto potessi immaginare. La serata, dedicata alla Maison Faucheron Garvoy, una realtà storica della regione dello Champagne, ha superato di gran lunga le mie aspettative e, di certo, anche quelle di tutti i presenti.

L’atmosfera era già elettrizzante quando ho varcato la soglia del Bellariva. A dare il benvenuto agli ospiti c’era Silvia Angelozzi, una giovane enotecaria che, con la sua passione e professionalità, è arrivata alla finale e ha poi vinto il prestigioso concorso “Miglior Enotecario d’Italia” nell’edizione 2023, ed è stata selezionata anche quest’anno.

La storia di Silvia e del Bellariva è una di quelle che raccontano l’amore per la propria terra e il rispetto per le tradizioni. L’enoteca, situata sul lungomare di Alba Adriatica, è gestita dalla famiglia Angelozzi dal 1992 ed è diventata un punto di riferimento per gli amanti del buon vino e della buona cucina. Papà Raniero e mamma Loredana Pette sono i custodi della cucina, mentre Silvia, con dedizione e professionalità, gestisce la sala e il servizio dei vini. I piatti del Bellariva sono autentici e saporiti, arricchiti da un tocco di teatralità nella presentazione: i primi vengono portati in sala direttamente nelle pentole, offrendo agli ospiti un’esperienza scenografica unica.

L’evento si è aperto alle 17:00 con una Masterclass intitolata “Dal Bicchiere al Terroir”, condotta da Mario Ippoliti, Maitre e Sommelier del Ristorante Sadler di Milano e amico di Silvia, anche lui abruzzese.

La masterclass è stata fantastica: pochi tecnicismi, tanta storia e racconti sulla Champagne e sui vini, presentati in modo unico.
Mario ha raccontato non solo i segreti della vinificazione, ma anche le peculiarità dei terreni e delle uve che rendono questi vini così speciali.


Ho apprezzato moltissimo l’Origin Gran Cru, che combina 80% Pinot Noir, 20% Chardonnay e 40% di riserva di vino, uno champagne dal colore dorato pallido e dall’effervescenza delicata. Al naso presenta note mature di brioche al burro, pesca sciroppata e frutta candita, di grande struttura. Al palato è rotondo e vellutato, con un’acidità ben integrata e un finale che richiama il gesso e la paglia. Un grande champagne gastronomico, con un rapporto qualità-prezzo davvero interessante.


Durante la masterclass, l’Origin Gran Cru è stato confrontato alla cieca con un altro champagne, Le Brut di A. Margaine, che combina 86% Chardonnay e 14% Pinot Noir, provenienti dai vigneti Premier Cru di Villers-Marmery. Mentre il Le Brut si è distinto per i sentori fruttati di mela e la freschezza bilanciata da una buona sapidità, ho trovato l’Origin Gran Cru più vicino al mio gusto, confermandosi il mio preferito tra i due.
Frequento a volte degustazioni dove i tecnicismi e il “parlarsi addosso” rovinano un po’ l’atmosfera, rendendo il tutto un po’ noioso. Le degustazioni non dovrebbero essere esercizi di stile, ma racconti che trasmettono amore per il vino e arricchiscono ogni singolo partecipante. Non sono lezioni tecniche sui sentori e così via, basta con questi approcci ormai obsoleti, largo ai giovani!

È stato affascinante apprendere come la Maison Faucheron Garvoy, attiva dal 1889, riesca a mantenere intatta la tradizione secolare, coltivando vigneti classificati Grand Cru nelle zone più prestigiose della Montagna di Reims.
Dopo la Masterclass, alle 20:00, è iniziata la vera e propria degustazione, un’esperienza sensoriale che ha coinvolto non solo il gusto, ma tutti i sensi. Silvia e il team del Bellariva hanno preparato un menu che abbinava perfettamente i piatti della tradizione abruzzese con le diverse cuvée di Champagne Faucheron Garvoy. Tra gli abbinamenti, alcuni mi hanno particolarmente colpito per la loro audacia e originalità.

Ricorderò con piacere le “Pallotte Cacio e Ova” abbinate al Blanc De Blancs, un accostamento che, seppur insolito, si è rivelato straordinario. La delicatezza del vino si sposava alla perfezione con il sapore deciso delle pallotte, lasciando il palato pulito e pronto per nuove scoperte.


Non da meno è stato il “Polpo e Patate, in Insalata, alla Raniero” accompagnato dallo Champagne Esprit Nature, grandiosa bevuta. Il gusto morbido e avvolgente del polpo esaltava le note fresche e minerali del vino, creando un equilibrio armonioso.



Un apprezzatissimo fuori menù con nodino, alici del cantabrico ed infine, la “Focaccia semi integrale con caprino alle erbe, salmone e cavolo viola” si è rivelata una vera sorpresa, soprattutto in abbinamento al Perle de Rosé, anche qui tanta roba. I sapori ricchi e complessi del piatto trovavano un perfetto contrappunto nella vivacità del rosé, rendendo ogni boccone un’esperienza indimenticabile.


L’intera serata è stata un viaggio attraverso i sapori e le tradizioni, un’esperienza che ha dimostrato come lo Champagne possa essere molto più di un semplice vino da brindisi, ma un vero e proprio compagno di tavola, capace di esaltare i piatti della nostra cucina con eleganza e finezza.

Il Bellariva Enoteca Bistrot, con la sua cucina genuina e la sua accoglienza calorosa, si è confermato ancora una volta un luogo d’eccellenza, capace di regalare serate indimenticabili a chiunque varchi la sua soglia. E la Maison Faucheron Garvoy ha dimostrato, con i suoi Champagne raffinati e complessi, di essere all’altezza delle migliori aspettative. Una serata che non vedo l’ora di ripetere.

Un plauso a questi due giovanissimi sommelier che alzano l’asticella della provincia di Teramo e dell’Abruzzo.

Ci vediamo al prossimo sdijuno!
