Oggi ho il piacere di condividere con voi una straordinaria esperienza che ho vissuto sabato scorso durante il primo press-tour organizzato dalla Cantina Pasetti.

La giornata inizia presto, con un incontro al lago di Capo D’Acqua. Questo bacino artificiale nasconde un paese sommerso, visibile grazie a delle barchette dotate di una sorta di “bicchiere” grande sotto il lvello dell’acqua, dove ci si può sedere e osservare le rovine sommerse in tutta sicurezza, per un giro in barca se ne occupa lo staff di www.calipsocapodacqua.com.

Proseguendo, ci fermiamo alla fonte di Capo D’Acqua, situata nella prima area ristoro sulla sinistra. Qui sgorga l’acqua direttamente dal Calderone, il ghiacciaio più a sud d’Europa che purtroppo si sta riducendo a causa del cambiamento climatico. Questa consapevolezza ci ricorda l’importanza di inquinare meno e sprecare meno acqua per il bene delle generazioni future.

Il tour prosegue con la visita alla Cantina Pasetti che, dopo 13 anni, ritorna sul mercato con il Cerasuolo d’Abruzzo, prodotto in una vigna a Capestrano chiamata “Il deserto” per il terreno molto secco e ghiaioso in superficie.

L’evento celebra questo vino attraverso un press tour alla scoperta delle Tenute Pasetti all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

La cantina, infatti, ha scelto di abbandonare la costa per produrre vini in altitudine, tendenza di tante cantine dettata dall’innalzamento delle temperature, dove le condizioni climatiche e il terroir conferiscono ai vini un profilo sensoriale unico e raffinato.

Una novità entusiasmante: la famiglia Pasetti ha impiantato una vigna di pinot nero e chardonnay a Forca di Penne.

Dopo un’analisi preliminare durata molti mesi, con stazioni meteo che hanno monitorato e studiato i dati mese dopo mese, hanno identificato il luogo ideale per coltivare uva destinata alla produzione del metodo classico. Sono davvero felice che sempre più aziende stiano puntando su questa tipologia di vinificazione, che personalmente adoro e che il mercato apprezza molto!

Il Prof Maurizio Gily, agronomo della cantina, ci spiega l’importanza delle stazioni meteo nei vigneti e il concetto di “nutrizione” delle viti, fondamentale per la salute del suolo e delle piante. Questo approccio sostenibile non solo migliora la qualità dei vini, ma contribuisce anche alla lotta contro i cambiamenti climatici attraverso il sequestro del carbonio nel terreno.

Seguentemente siamo stati in un luogo incantato immerso nel bosco, la Chiesa di San Pietro ad Oratorium a Capestrano che si trova sulla “rive gauche” del fiume Tirino.
La Chiesa di San Pietro ad Oratorium evoca storie di eroi, misteri e magie, voluta dall’ultimo re longobardo Desiderio, ha assunto le forme romaniche con il restauro del 1100, diventando un importante esempio di architettura romanica italiana. Tuttavia, documenti storici dimostrano che San Pietro sia più antica di quanto dichiari l’iscrizione.

La peculiarità di questa chiesa è il blocco di pietra inserito nella facciata intorno al 1100 con una scritta palindroma, il famoso quadrato magico: “rotas opera tenet arepo sator”. Questo enigma ha dato vita a numerose interpretazioni, tra cui “sator opera tenet – tenet opera sator”, ovvero “il Creatore ricorda le opere” – “tiene a mente il tuo operato”. Dividendo le lettere con una immaginaria croce greca centrale, si ottengono due volte le parole “pater noster”.
La particolarità del Sator di San Pietro è che il quadrato magico risulta misteriosamente “rovesciato”. Un’ipotesi è che si volesse accentuare il valore palindromo del simbolo o invertire il potere magico evocato.

La chiesa ha tre navate che culminano in tre absidi, con al centro il prezioso ciborio del Duecento, dove campeggia un Cristo benedicente in trono.
Un affresco rappresenta l’Apocalisse in modo insolitamente “privo di colori”, in verità ha una sfumatura rosa pastello come vedete in foto, che a quanto pare all’epoca era considerata senza colori.
Posto meraviglioso pieno di storia e mistero.

Ringraziamo il Dott. Giancarlo Ranieri per averci illustrato capillarmente ogni sfumatura, teoria e racconto sulla suggestiva chiesa ed il custode della stessa, Tonino Vespa, se si vuol prenotare una visita è possibile contattare la proloco di Capestrano a questo indirizzo: www.facebook.com/associazioneprolococapestrano
* Una raccomandazione, non lasciate roba di valore in auto, a volte dei simpatici tizi, come purtroppo in molti altri luoghi appartati, tentano di forzare le automobili quindi magari fate un pochino di attenzione!

La giornata è continuata con un fantastico pranzo all’aperto in una loro tenuta a Capestrano, dove la tavolata era in riva al fiume più pulito d’Europa, il fiume Tirino con le sue acque da film, da documentario del national geographic incredibilmente limpide.

Prodotti della terra, salumi e formaggi abruzzesi hanno dato il via alle danze, seguiti dagli anellini alla pecorara e da una mega grigliata di agnello, per concludere con deliziosi dolci.




Il nuovo Cerasuolo ha accompagnato l’intero pasto, dimostrando la sua versatilità a diverse temperature. È un vino pulito, fresco, senza spigoli, prodotto in circa 8000 bottiglie, che promette bene per il futuro, sono curioso di assaggiralo di nuovo tra un paio di anni.

Dopo pranzo, grazie a Massimo e Davide Pasetti, abbiamo risalito in canoa un piccolo trattodel suggestivo fiume Tirino. Al ritorno, navigando a favore di corrente, abbiamo ammirato in silenzio questa stupefacente opera d’arte naturale, con la sua vegetazione, la fauna, le farfalle e il soffio del vento che accompagnava la discesa, pura magia.

Per chi volesse fare un tour sul fiume, è possibile contattare Il Bosso o Majellando, per una rigenerante boccata di vita all’aria aperta che ogni tanto ci vuole.

La Cantina Pasetti è un esempio di come passione, tradizione e innovazione possano convivere, portando avanti un progetto di eccellenza vinicola rispettoso dell’ambiente e delle generazioni future.

Grazie alla famiglia Pasetti per l’ospitalità, ci vediamo al prossimo sdijuno!
