CONTROGUERRA – Se pensavate che una domenica “rovente” potesse fiaccare lo spirito, vi sbagliate di grosso. Specialmente se la si trascorre immersi nelle magnifiche colline teramane, in un luogo che sa di storia, passione e tanto buon vino.

E infatti, domenica è stata una di quelle belle giornate, in cui il vino non è solo un bicchiere, ma un’emozione pura, un racconto del nostro splendido Abruzzo.

Sono stato un ospite felicissimo della Cantina Lidia & Amato a Controguerra, in un evento spin-off organizzato da Enotirino (“Enotirino in Gita”), che ha portato i suoi “aficionados” (e ora posso dirlo, anch’io tra loro!) prima a visitare la cantina, poi al Ristorante Roma di Torano.
Segnatevi questa data sul calendario: 30 agosto. Il nettare di Bacco tornerà a scorrere a fianco del nostro amato Tirino!

La seconda edizione di EnoTirino, il wine festival che l’anno scorso ha fatto letteralmente il botto, conquistando migliaia di voi con la sua atmosfera unica e i suoi sapori inconfondibili! Il baricentro di EnoTirino sarà, ancora una volta, il magnifico e suggestivo Castello di Bussi sul Tirino, luogo privato, aperto esclusivamente per questa occasione!
Immaginate la bellezza: completamente restaurato e valorizzato, questo gioiello storico sarà la cornice perfetta per l’esplorazione enologica.
Le degustazioni si estenderanno anche negli spazi dell’adiacente Palazzo Franceschelli, in Piazza Tirino, che si affaccia con la sua sommità sulla splendida vallata, e nel suggestivo Palazzo Fiorani.
Un percorso che è già di per sé un’emozione: un tuffo nella storia e nella cultura della nostra terra, circondati da panorami mozzafiato, ma torniamo a noi!

A un’altitudine di circa 250 metri sul livello del mare, con un’ottima esposizione al sole (est e sud), Controguerra si conferma una delle aree vinicole a maggior tradizione storica, grazie al favorevole microclima e al sottosuolo calcareo-argilloso.

Appena arrivato, ho avuto subito l’onore di gustare l’ottimo Trebbiano 2022.
E qui apro una parentesi: lo sapete già che ho un debole per il Trebbiano. Anche se, lo ammetto, troppo spesso mi ha deluso. Negli anni, vitigni come il Pecorino lo hanno surclassato e quasi escluso dal mercato, nonostante alcuni produttori blasonati abbiano dimostrato il contrario. Ma, come spesso accade, il mercato e la qualità – o la tradizione – non vanno sempre di pari passo.
Un bouquet avvolgente di sentori al naso, intenso e minerale, con un’acidità che fa sorridere. Secco, fresco e delicatamente sapido, con leggeri sentori di fiori bianchi. Probabilmente si sposerebbe molto bene con uno spaghetto “A vongole”!

Poi siamo usciti ad ammirare il panorama mozzafiato, guidati dalla giovane e frizzante Sara Lattanzi. È lei la persona a cui la nuova proprietà ha affidato le redini della comunicazione e degli eventi della cantina. E che dire… una vera forza della natura!

Dopo un breve giro tra i filari, siamo scesi nella freschissima bottaia.
Immaginate uno scavo antico sotto la cantina, trasformato in uno spazio ampio e naturalmente climatizzato, dove i vini riposano e maturano in un silenzio quasi sacro.
Sara, pur non provenendo dal mondo del vino, mi ha lasciato a bocca aperta con la sua capacità di linguaggio: un mix perfetto di competenza e passione, che ha coinvolto tutti noi presenti, stimolando la nostra curiosità e creando una grande aspettativa per i vini che avremmo poi gustato al ristorante.
Bravissima Sara, complimenti!

Il pranzo è stato decisamente interessante: ci siamo accomodati al Ristorante Roma di Torano, un luogo dove tradizione e innovazione si fondono armoniosamente all’interno di un ristorante storico, oggi alla sua terza generazione. Una di quelle realtà familiari che hanno contribuito a rendere grande l’Italia gastronomica, e che purtroppo diventano sempre più rare. Qui, in un’atmosfera autentica e accogliente, abbiamo vissuto un momento di confronto prezioso: un dialogo sincero e appassionato su tutte le etichette degustate, tra riflessioni tecniche e condivisioni emozionali che hanno arricchito l’esperienza.


Il Pecorino, grazie al terroir unico di Controguerra, mi ha ricordato in parte il Trebbiano, con profumi delicati ma intensi, una sapidità spiccata e quasi una nota salmastra. Buono, sì, ma il mio cuore batte per il Trebbiano!

Poi è arrivato il momento dei maccheroni alla chitarra alla teramana con le pallottine.
Oh, un piatto per cui sono sempre “prevenuto” (o meglio, “abituato troppo bene”!).
Ebbene, devo ammettere che la qualità c’era e mi è piaciuto molto!

L’abbinamento? Un Montepulciano d’Abruzzo 100%, vinificato in rosa, con un colore “rosa aranciato” che ricorda un po’ la Provenza in una versione più intensa, e un po’ le cromie degli orange wine. Questo vino ha abbracciato la tradizione in un abbinamento azzeccato, graditissimo da tutti i commensali.
Elegante, con sentori di marasca e fragola, è un incrocio tra un Cerasuolo e un rosato, ma con il carattere del Cerasuolo ammorbidito, diciamo leggermente smussato: poco frutto, tanta freschezza e secco al punto giusto.
Addirittura un Controguerra DOC, l’unico rosato con questa denominazione, decisamente versatile: perfetto dal baccalà al brodetto, fino alla chitarra e al timballo che ci è stato poi servito. Un vino che incuriosisce e conquista!

Siamo poi passati alla mitica costina CBT (cottura a bassa temperatura), un classico del Ristorante Roma: cottura lunghissima e scioglievolezza delle carni e del collagene. Le ossa sono state tirate via a mano in sala, come vedete in foto.

È stata abbinata a un Montepulciano giovane 2022: l’abbinamento ha funzionato perché in questa preparazione non c’è speziatura o laccatura in stile American BBQ sulla costina. Vengono invece proposte salse a parte (BBQ bianca, BBQ classica e Chimichurri), che ognuno è libero di assaggiare. E ammetto che, con la Chimichurri, il vino stava anche bene.

Ho avuto un brivido di preoccupazione, vista la calura di ieri… e invece, anche questo vino ci stava tutto grazie alla sua freschezza, nonostante la “Caligola”!
Non abbiamo ancora assaggiato le quattro nuove produzioni della selezione Don Armando: Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo d’Abruzzo, Montepulciano d’Abruzzo Riserva e Trebbiano d’Abruzzo. Ma lo farò presto!

La Cantina Lidia & Amato fu fondata nel dopoguerra da una donna, Lidia Tavoletti.
Immaginate: in un mondo e in un settore dominati dagli uomini, lei, una vera pioniera, intraprese con coraggio, determinazione e tenacia la strada dell’imprenditoria femminile.
Una storia di ispirazione, che aggiunge un valore inestimabile a ogni sorso dei loro vini.

Dal 2022 la cantina è stata acquistata da Armando e Nico Di Florio di Tocco da Casauria (Pescara), padre e figlio, imprenditori del settore sanitario, con le loro 80.000 bottiglie annue, vorrebbero aumentare un pochino la produzione ma senza stravolgerla, per mantenere una dimensione ed uno standard qualitativo alto.

Un ringraziamento di cuore a Sara e a Salvatore Marra – quest’ultimo, oltre che mSmart Ambassador della Regione Abruzzo come me, da quest’anno arricchisce la squadra di Enotirino – e che ringrazio per l’invito a questa calorosa e divertente esperienza.
E naturalmente grazie anche ai patron della cantina, Armando e Nico Di Florio, che ci hanno ospitati.
Ci vediamo presto per la linea Don Armando: sono molto curioso di gustarla!
Grazie a tutti per una giornata che mi ha riempito di bellezza e buon vino.
E come diceva un certo Fëdor Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”… speriamo, aggiungerei!

L’Abruzzo è questo: passione, qualità e storie da raccontare, sorso dopo sorso!
