L’AQUILA – Il Cammino del Gran Sasso continua a crescere come motore di sviluppo turistico ed economico per la provincia dell’Aquila. Secondo uno studio delle Università dell’Aquila e di Perugia, il percorso genera un impatto economico diretto di oltre 7 milioni di euro, che, grazie al moltiplicatore economico regionale, arriva a quasi 17 milioni di euro di valore aggiunto. Questo itinerario di 61 chilometri attraversa cinque comuni – L’Aquila, Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio e Barisciano – e rappresenta un esempio concreto di turismo lento e sostenibile, capace di valorizzare le aree interne dell’Abruzzo.
Negli ultimi anni il Cammino ha registrato una crescita costante dei flussi turistici. Nel 2024 l’impatto economico diretto è stato di circa 3,4 milioni di euro, con una spesa media per viaggiatore di 635 euro. Rispetto all’anno precedente i pernottamenti sono aumentati del 55% e l’impatto economico è cresciuto di oltre 800 mila euro. I dati preliminari del 2025 confermano questa tendenza: i pernottamenti sono passati da 15.480 a 21.472 (+39%) e l’impatto economico diretto è aumentato di oltre un milione di euro rispetto all’anno precedente. Tra il 2023 e il 2025 gli arrivi sul Cammino sono più che raddoppiati, passando da circa 10 mila a oltre 21 mila, con un incremento complessivo del 116%. Anche le presenze turistiche nei comuni attraversati sono cresciute fino al 35%, a dimostrazione dell’importanza del cammino per tutto il territorio aquilano.
La ricerca ha tracciato anche un profilo chiaro dei camminatori. Uomini e donne sono quasi equamente rappresentati (51% uomini, 49% donne) e la fascia d’età prevalente va dai 35 ai 44 anni. Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna sono le principali regioni di provenienza. La maggior parte viaggia in gruppo (35%), ma una quota significativa percorre il Cammino da sola (13%) o in compagnia di persone appena conosciute (11,7%), segnalando un forte interesse per socializzazione e nuove esperienze. I camminatori mostrano inoltre un alto livello culturale, con il 65% laureati, e attenzione ai valori ambientali, sociali e culturali. Questo si traduce in comportamenti concreti sul territorio: il 60% acquista prodotti locali e il 30% partecipa a eventi culturali o iniziative comunitarie lungo il percorso, contribuendo così all’economia e alla vita dei comuni attraversati.

Lo studio è frutto di una stretta collaborazione tra università e associazioni locali, con il contributo dell’Associazione Il Cammino del Gran Sasso, già attiva in ricerche sul turismo sostenibile nella provincia dell’Aquila. Alla presentazione dei risultati hanno partecipato istituzioni e esperti, tra cui il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, il commissario del Parco nazionale del Gran Sasso Patrizio Schiazza, la consigliera regionale Carla Mannetti, il presidente del GAL Gran Sasso Velino Paolo Federico, il presidente del Cammino Federico Ciocca, i professori Antonio Picciotti e Fabio Forlani, Andrea Lolli e il ricercatore Riccardo Persio, con la moderazione del professor Luciano Fratocchi.
Il Cammino del Gran Sasso si conferma così non solo un percorso per gli amanti del trekking e della natura, ma un vero volano per il turismo sostenibile in Abruzzo, capace di generare valore economico, promuovere prodotti locali e rafforzare la comunità dei comuni attraversati. Grazie ai numeri in crescita e al profilo consapevole dei camminatori, il Cammino rappresenta un modello di turismo lento e sostenibile replicabile in altre aree interne italiane.
