foto Alberto Peroli
L’AQUILA – Dallo zafferano dell’Aquila all’olio delle colline abruzzesi, dai grani antichi ai prodotti della transumanza, fino ai legumi tradizionali e di nicchia e alla tartuficoltura. Sono alcune delle eccellenze dell’agricoltura abruzzese dalle quali partire per costruire nuovi percorsi di valorizzazione delle produzioni agroalimentari regionali, mettendo in relazione qualità del cibo, tutela del territorio, biodiversità e salute.
Sarà questo il tema dell’incontro scientifico “Agricoltura, alimentazione e salute: approcci integrati per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari”, in programma venerdì 11 settembre all’Aquila, nella Sala Rivera di Palazzo Fibbioni.
L’iniziativa è promossa e organizzata dal professor Paolo Ranalli, accademico ordinario dei Georgofili, la storica istituzione fiorentina che da oltre 250 anni promuove, tra studiosi e proprietari agrari, gli studi di agronomia, selvicoltura, economia e geografia agraria. L’incontro è organizzato d’intesa con il Crea di Pescara e con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo.
Agricoltura abruzzese tra qualità, territorio e salute
L’appuntamento assume un significato particolare nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, confermando il ruolo della città come luogo di incontro e confronto sui grandi temi legati al futuro dei territori e alla valorizzazione delle loro risorse.
Al centro dei lavori sarà il rapporto tra agricoltura, alimentazione e salute, considerati non come ambiti distinti, ma come elementi di una stessa filiera. Tutto parte dalla terra: l’agricoltura non garantisce soltanto la produzione di cibo, ma contribuisce alla cura del paesaggio, alla tutela della biodiversità e alla conservazione del patrimonio rurale.
I prodotti agricoli diventano quindi nutrimento e la loro qualità può contribuire al benessere e alla salute delle persone. Da qui la necessità di sviluppare un approccio integrato capace di collegare le modalità di produzione agricola alla qualità degli alimenti e alla sostenibilità dei territori.
Le eccellenze agroalimentari dell’Abruzzo al centro del confronto
Il convegno concentrerà l’attenzione sulla realtà dell’Abruzzo, regione caratterizzata da un territorio prevalentemente collinare e montuoso. In questo contesto, le grandi produzioni agricole hanno progressivamente perso interesse, mentre diventa sempre più importante valorizzare le eccellenze agroalimentari locali, le colture tradizionali e le produzioni legate alle specificità dei diversi territori.
Zafferano, olio, grani antichi, legumi, prodotti della transumanza e tartufi rappresentano, in questa prospettiva, non soltanto prodotti di qualità, ma anche strumenti attraverso i quali rafforzare il legame tra agricoltura, identità territoriale e sviluppo sostenibile.
La valorizzazione delle produzioni agricole tradizionali può infatti contribuire alla salvaguardia delle aree rurali, alla tutela del paesaggio e alla conservazione della biodiversità, creando al tempo stesso nuove opportunità per il settore agroalimentare abruzzese.
Scienza, istituzioni e mondo agricolo a confronto
L’incontro metterà in dialogo competenze scientifiche, istituzioni e mondo agricolo, con l’obiettivo di individuare approcci integrati capaci di accompagnare lo sviluppo delle produzioni agroalimentari e, nello stesso tempo, tutelare il patrimonio agricolo, ambientale e paesaggistico dell’Abruzzo.
Il confronto vuole offrire un’occasione per far emergere idee e proposte concrete attraverso le quali salvaguardare le aree agricole abruzzesi e promuovere un modello di sviluppo fondato sulla qualità delle produzioni, sulla tutela del territorio e sulla salute di chi lo abita.
In questa prospettiva, la valorizzazione delle produzioni agroalimentari abruzzesi diventa parte di una strategia più ampia, capace di unire competitività agricola, sostenibilità ambientale, cultura del cibo e benessere delle comunità locali.
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