CAMPLI – Lunedì 22 agosto si è conclusa con un grande successo la prima tappa di “Sdijuno in Cantina”!

Questo tour, nato dall’idea di far conoscere in maniera più approfondita le cantine locali ai ristoratori e ai sommelier del nostro territorio, ha visto un gruppo appassionato esplorare le eccellenze enologiche di una delle cantine della nostra provincia, la cantina Cioti a Paterno di Campli, Teramo.

Il format “Sdijuno in Cantina” è semplice: creare una rete di professionisti del settore della ristorazione e della sommellerie locali, che possano collaborare, organizzare eventi e sviluppare progetti insieme. Vogliamo che queste giornate siano un’opportunità per conoscere meglio il nostro territorio, scoprire vini straordinari e creare connessioni significative che possano portare a nuove idee e collaborazioni.


La prima tappa si è svolta presso la Cantina Cioti, dove Vincenzo e Filiberto Cioti ci hanno accolto con una straordinaria ospitalità. Abbiamo avuto il piacere di degustare il loro metodo classico base passerina, un eccellente vino che potrete trovare anche all’enoteca regionale durante l’evento imperdibile “Abruzzo in Bolla”, che si terrà il 13 settembre a L’Aquila. Vi invito a seguire la pagina www.facebook.com/abruzzoinbolla per tutte le informazioni e per prenotare il vostro posto in pole position!


Durante la nostra visita, abbiamo avuto l’opportunità di apprezzare l’evoluzione di vini straordinari, come l’Indigena 2007, 2012 legno e 2022, che raccontano la storia affascinante dei vitigni autoctoni delle campagne camplesi. Questo vino è il frutto dell’unione tra un trebbiano campolese, stretto cugino della passerina, e un lontano parente del Grechetto, un connubio che gli anziani del luogo chiamano “Lo Reo”, il Re.


Abbiamo degustato il fresco Cerasuolo d’Abruzzo 2018, 2022 e 2023, passando poi al capostipite, il Montepulciano d’Abruzzo con annate dal 2004 al 2023. Ogni assaggio è stato una scoperta, con il Montepulciano 2004 che, per colore e gusto, ricordava i raffinati pinot nero. Vincenzo ci ha stupito con il suo Orange, il montonico spumantizzato ancora non sboccatto ed il vino cotto riserva speciale di famiglia con ben 149 anni, un vino di rara bontà che ricorda un whisky molto invecchiato.



Una delle curiosità più interessanti emerse durante la visita riguarda i tappi utilizzati dalla Cantina Cioti. Abbiamo scoperto che un microagglomerato, solitamente non destinato a vini d’invecchiamento, ha tenuto botta per molti anni, dandoci la possibilità di apprezzare il contenuto di queste vecchie annate. Questo tappo, fatto di sughero tritato e pressato, ha dimostrato una longevità sorprendente. Invece, il monopezzo di sughero, decisamente più costoso, viene utilizzato sui rossi e, a partire dal 2008, anche sui bianchi.


Questa esperienza ha rafforzato la mia convinzione che il territorio e le attività debbano essere strettamente collegati. La vera forza di un mercato risiede nella capacità di fare rete e di supportarsi a vicenda. Purtroppo, non tutti comprendono l’importanza di questo concetto, spesso a causa di frivole gelosie. Tuttavia, credo fermamente che il confronto e la cultura siano fondamentali per il progresso. Insieme, possiamo far crescere sempre meglio la nostra provincia e la nostra regione!

Vorrei ringraziare di cuore Vincenzo e Filiberto Cioti per la fantastica ospitalità, e tutti i partecipanti che hanno reso questa giornata memorabile! Grazie a anche a chi per ragioni lavorative e contrattempi non sono riusciti ad esserci, vi siete persi una grande giornata!

Non vedo l’ora di organizzare la prossima tappa di “Sdijuno in Cantina” e continuare questo viaggio alla scoperta delle eccellenze del nostro territorio, se sei un ristoratore o un produttore di vino contattami e sarò lieto di organizzare qualcosa insieme a te!

Ci vediamo al prossimo sdijuno!
