VERONA – Vinitaly entra nel vivo con un calendario di degustazioni che dal 12 al 15 aprile trasforma Veronafiere in un grande laboratorio del vino contemporaneo. Sono quasi 80 gli eventi ufficiali in programma, a cui si aggiungono le centinaia di tasting ospitati negli stand delle oltre 4mila aziende presenti. Un mosaico articolato che attraversa territori, vitigni e denominazioni, restituendo un racconto corale del vino tra identità produttive, ricerca e nuovi stili.
Tra i momenti più attesi tornano le grandi degustazioni firmate Vinitaly. Ad aprire il ciclo è il master of wine Gabriele Gorelli con “The Reason WHYTE”, un focus sui vini bianchi italiani capaci di distinguersi per personalità e capacità di interpretare la tavola contemporanea. Il giorno successivo è la volta del master tasting guidato da Ian D’Agata e Andrea Gualdoni, un percorso che mette in dialogo vitigni e territori diversi – dal Pinot Nero alla Monica, dal Bellone al Cabernet Sauvignon, dal Barolo all’Amarone – ampliando lo sguardo anche a realtà internazionali come Germania e Cina. A chiudere il trittico delle top experience è “Eccellenze d’Italia”, con Riccardo Cotarella e Luciano Ferraro, dedicato alle grandi annate delle cantine storiche.
La giornata inaugurale del 12 aprile si apre nel segno delle principali guide enologiche. DoctorWine propone una sequenza di degustazioni che spaziano dalle Langhe ai Supertuscan, fino ai rossi mediterranei e ai bianchi italiani tra modernità e recupero della tradizione. In parallelo, il Gambero Rosso porta in scena il walk around tasting dei Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2026, mentre Wine Spectator inaugura il proprio programma con “Barolo, then and now”, una lettura evolutiva di uno dei vini simbolo italiani. La Francia trova spazio con focus dedicati ai rossi di Bordeaux e ai vini della Loira, affiancati da degustazioni firmate da realtà internazionali come International Wine and Spirit Competition, Decanter e Vinum, che mettono al centro vitigni autoctoni e territori iconici. Non manca uno sguardo alle nuove generazioni con Young to Young, né l’approfondimento tecnico di MicroMega Wines, che apre il proprio ciclo con una masterclass dedicata alla ricchezza varietale tra bollicine, vini dolci, orange e vitigni meno diffusi.
Il 13 aprile il programma si concentra su tendenze emergenti e identità territoriali. Tra gli appuntamenti più rilevanti c’è il walk around tasting della community Raw Wine, con oltre 100 aziende impegnate nella produzione naturale. Proseguono le degustazioni di DoctorWine, che mettono a fuoco i grandi rossi toscani – Chianti Classico, Vino Nobile e Brunello – insieme ai bianchi che uniscono i due mari, come Vermentino, Verdicchio e Pecorino. Ampio spazio anche ai consorzi e ai territori, con masterclass dedicate al Verdicchio di Matelica in verticale, al Conegliano Valdobbiadene Prosecco e al Vino Nobile di Montepulciano, in un confronto continuo tra evoluzione e identità. Il programma si arricchisce inoltre di degustazioni internazionali, dal Sudafrica ai rosé di Provenza, e di incontri dedicati ai vini contemporanei e alle versioni analcoliche. In parallelo, MicroMega Wines prosegue il suo racconto con un focus sul Sangiovese e sulla varietà dei vitigni autoctoni italiani.
La terza giornata, il 14 aprile, rafforza la dimensione internazionale della manifestazione. I tasting firmati da riviste e istituzioni del settore si concentrano su Champagne, terroir e interpretazioni contemporanee, affiancati dal Seminario Veronelli che mette al centro vigne iconiche e vini di riferimento. Tra i momenti più significativi spicca la masterclass dedicata al Brunello di Montalcino Riserva, con una selezione di annate dal 1985 al 2020 che raccontano la storia e l’evoluzione della denominazione attraverso il lavoro di alcune delle aziende più rappresentative. Tornano protagonisti anche i territori italiani, con focus sul Verdicchio dei Castelli di Jesi, sull’Alto Adige e sulla Sicilia, mentre si chiude il ciclo di degustazioni curato da DoctorWine.
Il 15 aprile, giornata conclusiva, guarda alle prospettive future del vino italiano. In programma il tasting “Le Sbarbatelle”, dedicato alle giovani produttrici, l’incontro “What’s in the Glass? Wine Decoding 2026” e un confronto sui vitigni emergenti e sui nuovi territori del vino, alla luce dei cambiamenti climatici, dell’innovazione e delle trasformazioni del mercato.
Accanto al calendario principale, l’area Winine2Digital sviluppa un percorso parallelo tra ricerca, comunicazione e innovazione. Il programma si apre con il seminario di Attilio Scienza dedicato al mito delle varietà autoctone italiane, seguito da degustazioni che attraversano idealmente la “spina dorsale” viticola del Paese e da un blind tasting che mette a confronto Pinot Noir e Nebbiolo. Il 13 aprile l’attenzione si sposta sul Sangiovese e sul concetto di vocazione territoriale, con un approfondimento sulle nuove sfide legate al cambiamento climatico e all’evoluzione dei consumi, affiancato da una riflessione sulle icone del vino italiano e sul loro futuro tra sostenibilità, comunicazione e posizionamento internazionale. Il programma si chiude con la presentazione dei vini premiati da 5StarWines – the Book 2026 e con la cerimonia dei Trophy Award.
Con un calendario così articolato, Vinitaly 2026 si conferma come uno dei principali hub internazionali del vino, capace di coniugare degustazione, formazione e analisi delle tendenze. Per quattro giorni Verona diventa il centro del settore, offrendo a operatori e appassionati un’occasione unica per esplorare da vicino la complessità e l’evoluzione del panorama enologico contemporaneo.
