La scorsa settimana ho vissuto una bellissima esperienza al laboratorio sul vino cotto, durante i “Tortoreto Green Days,” una manifestazione dedicata alla biodiversità e alla valorizzazione delle nostre aree rurali, promossa dall’Assessorato all’Agricoltura del Comune di Tortoreto. Quest’anno l’evento è stato un vero e proprio inno alla natura, con una serie di iniziative che ci hanno permesso di immergerci nelle realtà agricole locali e riscoprire le antiche tradizioni della nostra terra.

Una delle attività più affascinanti è stato il laboratorio sul vino cotto, tenuto dal professor Leonardo Seghetti, agronomo e tecnologo alimentare, presso l’agriturismo “Terra di Ea”. Seghetti ci ha spiegato con passione che il segreto per un buon vino cotto sta tutto nella lentezza: la cottura deve essere graduale, senza fretta. Se si alza troppo la temperatura, si rischia di provocare una “caramellizzazione” indesiderata, che rovina il gusto del vino. Una scoperta che la scienza ha confermato solo di recente, dimostrando quanto ancora ci sia da imparare su questo prodotto tanto antico quanto misterioso!

Il vino cotto, ci ha raccontato Seghetti, non è solo una delizia per il palato, ma un vero e proprio elisir dai poteri quasi magici. In passato, infatti, veniva utilizzato per curare ferite su uomini e animali grazie a composti benefici sviluppati durante la sua preparazione. Pensate che sorpresa quando abbiamo scoperto che questi effetti erano già noti ai nostri antenati, molto prima che la scienza moderna ne capisse il perché!

Durante la serata, abbiamo avuto la fortuna di degustare vino cotto giovane, uno molto buono più maturo che potete trovare in vendita a di Tere di EA e addirittura uno di 100 anni, non in vendita! Un’occasione unica e irripetibile, che difficilmente dimenticherò. L’intensità e la complessità aromatica di ogni sorso erano incredibili: profumi di uva e frutta cotta, con note che ricordavano il whisky, un cognac maturo. Un vero viaggio sensoriale attraverso il tempo!

Ma non è tutto: i “Tortoreto Green Days” non si limitano a degustazioni e laboratori. Quest’anno, l’evento ha offerto anche passeggiate tra gli ulivi, accompagnate da merende e musica acustica, visite alle vigne con assaggi di vini locali, e tour guidati del podere dell’agriturismo “Terra di Ea.” Questa azienda, da sei anni impegnata nella promozione della biodiversità e nell’agricoltura biologica, è un piccolo paradiso dove si coltivano cereali antichi, frutta, olive e vino, tutto seguendo i ritmi e i metodi della natura.

Durante il tour, ci siamo resi conto di quanto nulla fosse lasciato al caso: piante diverse si alternano per creare habitat ideali per gli insetti, contribuendo così a mantenere un ambiente sano e variegato. Un vero e proprio ecosistema in miniatura, che ci ha mostrato quanto la biodiversità possa essere preziosa e fragile al contempo.

Francesco Marconi, l’assessore comunale all’Agricoltura, ha sottolineato con orgoglio come quest’anno si sia registrato un crescente interesse per le pratiche sostenibili. “È fantastico vedere tante persone avvicinarsi al nostro territorio e comprendere il valore di un turismo lento, rurale ed enogastronomico,” ha dichiarato. “Queste forme di turismo sono sempre più apprezzate da un pubblico attento e responsabile, e rappresentano una spinta importante verso la valorizzazione delle colline teramane.”

E come se non bastasse, per il sesto anno consecutivo, Tortoreto ha ottenuto il prestigioso riconoscimento delle “Spighe Verdi” dalla Fee Italia, un merito che premia gli sforzi della comunità locale per promuovere uno sviluppo rurale sostenibile. Un grande applauso a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato, dal Gal Terreverdi Teramane ad Adriano Nepa per la comunicazione!

Questa esperienza mi ha fatto riflettere su quanto sia importante preservare e valorizzare le nostre tradizioni agricole. Mentre il mondo sembra correre verso la monocoltura e l’agricoltura intensiva, eventi come i “Tortoreto Green Days” ci ricordano che un altro modello è possibile, uno che rispetta la natura e celebra la biodiversità.

E voi, che ne pensate? Avete mai assaggiato il vino cotto o partecipato a un evento simile? Fatemelo sapere nei commenti!

Alla prossima, e ricordate: la natura è un vero spettacolo, basta saperla guardare con occhi diversi!
Ci vediamo al prossimo Sdijuno!
