Oggi ho avuto l’onore di essere ospite agli esami di qualifica dei “ragazzi” del serale all’Istituto Alberghiero “Di Poppa-Rozzi” a Teramo. Mi rincuora vedere degli adulti con la voglia di imparare e qualificarsi per entrare o migliorare la loro posizione nell’ambiente ristorativo. Questa passione va in controtendenza rispetto agli ultimi anni, dove purtroppo si fatica a trovare personale, sia inesperto che formato, per un settore che è sempre più in difficoltà.

Pochi giorni fa ho letto un articolo dell’ANSA che evidenziava la mancanza di forza lavoro nella ristorazione in Abruzzo, specialmente sulla costa. Oggi, però, osservando questi ragazzi – alcuni appena diciottenni, altri sopra i cinquanta – bruciare di passione mentre presentano i loro piatti al tavolo della commissione, sono stato assalito da un barlume di speranza per il futuro.
La possibilità di seguire un corso serale all’Istituto Alberghiero dà speranza e forza a chi, in una fase post-scolastica della vita, o perché non ha completato gli studi superiori, vuole rimettersi in gioco. In un mercato oggi in crisi, ci sono innumerevoli opportunità per chi vuole lavorare nella ristorazione. Chi desidera può letteralmente scegliere dove lavorare, con condizioni contrattuali giuste e giorni liberi, ovviamente non nel week-end salvo rari casi. Certo, si lavora nei weekend, ma ricordiamoci che anche i commessi nei centri commerciali, le forze dell’ordine e gli operatori sanitari lavorano nei fine settimana e durante le festività.

Durante il pranzo, sono rimasto stupito dalla qualità dei piatti, del loro gusto e dell’equilibrio dei sapori. Persone con diverse storie ed esperienze hanno presentato piatti che spesso non troviamo nemmeno nelle trattorie tanto osannate.

Abbiamo iniziato con un’entratina sempre gradita e poi partiti con un ottimo risotto al gorgonzola, radicchio, noci e guanciale, ben mantecato e gustoso. Passiamo poi a un impiattamento alla Pollock, molto bello e scenografico, con il raviolo all’ortica burro, salvia e limone, accompagnato da un cestino di parmigiano e una fondutina di gorgonzola dove intingere il raviolo. Un piatto pensato e ben studiato, davvero bravi!

Il secondo piatto mi ha decisamente stupito: un succulento filetto di orata in crosta di patate sbianchite con una maionese senza uovo di carote e un pizzico di patate, semplice ma decisamente interessante. Un livello che mi aspetto da un ristorante di pesce con una certa esperienza. Chapeau ragazzi!

Infine, il dessert: un ottimo tiramisù ai savoiardi con una crema eccellente, una “Pâte à bombe” fatta a regola d’arte. Questa preparazione è una base per la pasticceria, molto utilizzata anche in Italia, serve a pastorizzare le uova nelle creme a freddo e può essere utilizzata anche per piatti salati come la carbonara e similari.

Congratulazioni a tutti per l’eccellente lavoro. Di certo sarete tutti promossi. Ricordate sempre di cucinare come se fosse per un vostro caro e non fatelo diventare semplicemente un automatismo, trasformate ogni cosa in un grande piatto e non abbiate paura di sbagliare: gli errori servono a fare meglio la prossima volta. In bocca al lupo per il vostro percorso e a presto!
Ringrazio la preside Caterina Provvisiero e il vice preside Domenico Iobbi per la grande energia che mettono nel loro lavoro e per avermi invitato, ringrazio il Prof di Cucina Antonello D’Antonio in foto con i ragazzi ed un grazie a tutti i professori che si spendono ogni giorno e accompagnano quotidianamente ragazzi e adulti verso nuovi traguardi e nuove sfide. Ci vediamo al prossimo sdijuno!
