TORRI DEL BENACO – Sarà presentata l’11 aprile alle 9:30, al Cinema Teatro di Torri del Benaco, la nuova edizione della Guida agli Extravergini 2026 di Slow Food Italia, uno degli strumenti più autorevoli per orientarsi nel mondo dell’olio extravergine di oliva italiano. L’appuntamento si inserisce nel programma della Festa dell’Olio e proseguirà con i banchi d’assaggio aperti al pubblico nel pomeriggio di sabato e per tutta la giornata di domenica sul molo De Paoli.
Dietro la guida c’è un lavoro capillare che ha coinvolto 125 collaboratori in tutta Italia, persone che conoscono da vicino territori, aziende e produzioni. Il risultato è una fotografia ampia e approfondita del settore: 766 aziende recensite, 1211 oli selezionati su oltre 1500 degustati. Numeri importanti che però raccontano solo in parte il senso del progetto, perché questa guida non si limita a valutare la qualità dei prodotti, ma prova a restituire il valore umano, culturale e ambientale che ogni bottiglia porta con sé.
Come sottolinea la curatrice Francesca Baldereschi, l’idea è quella di raccontare storie prima ancora che assegnare punteggi: storie di famiglie, di giovani imprenditori, di territori spesso difficili che trovano nell’olivo una prospettiva concreta per il futuro. In questo senso, l’olio diventa espressione di un equilibrio tra memoria e innovazione, tra fatica quotidiana e visione.
L’edizione 2026 conferma l’alto livello qualitativo dell’olio EVO italiano: oltre 500 oli sono certificati biologici e sono numerosi i riconoscimenti assegnati, tra Grandi Oli e Grandi Oli Slow, oltre alle Chiocciole che premiano le realtà più in sintonia con i valori dell’associazione. Cresce anche l’attenzione verso esperienze di accoglienza, con molte aziende che affiancano alla produzione attività di ristorazione e ospitalità, rafforzando il legame tra prodotto e territorio.
Durante i giorni dell’evento, il pubblico potrà partecipare anche ai Laboratori del Gusto, momenti di approfondimento dedicati all’olio e, in un caso, ai vini del lago di Garda, guidati dagli esperti della guida. Occasioni preziose per imparare a riconoscere le caratteristiche di un extravergine di qualità e per avvicinarsi a una cultura dell’olio ancora troppo poco diffusa.
Ed è proprio su questo punto che insiste Barbara Nappini, ricordando come l’olio extravergine rappresenti uno degli elementi identitari della cucina italiana, recentemente riconosciuta patrimonio culturale immateriale UNESCO. Un patrimonio fatto di biodiversità, con oltre 530 cultivar, e di una straordinaria varietà di paesaggi, pratiche agricole e tradizioni che rendono l’Italia un caso unico al mondo.
Allo stesso tempo, però, il settore si trova ad affrontare sfide sempre più complesse. Il cambiamento climatico, con inverni anomali e condizioni favorevoli alla proliferazione di parassiti, sta mettendo a dura prova gli olivicoltori, così come l’abbandono di molti oliveti tradizionali. Come evidenzia Marco Antonucci, negli ultimi vent’anni la produzione nazionale si è più che dimezzata, nonostante i dati più recenti possano sembrare incoraggianti.
Il rischio è quello di rincorrere modelli produttivi intensivi che sacrificano biodiversità e sostenibilità, proprio mentre cresce la consapevolezza del valore ambientale e culturale dell’olivicoltura. Per questo la guida lancia un messaggio chiaro: serve investire nella qualità, nella tutela dei territori e nella diffusione della cultura dell’olio, a partire dalle nuove generazioni.
In questo scenario, la Guida agli Extravergini 2026 si propone non solo come uno strumento per scegliere meglio cosa portare in tavola, ma come un racconto collettivo che tiene insieme persone, paesaggi e saperi. Un invito a conoscere più da vicino un prodotto quotidiano che, se compreso davvero, può fare la differenza non solo nel gusto, ma anche nella salute e nel futuro dell’agricoltura italiana.
