TORANO – Sabato sera ho avuto il piacere di partecipare ad una esperienza culinaria affascinante: la cena in vigna organizzata dalla Cantina Strappelli a Torano Nuovo, in provincia di Teramo. Location impeccabile, curata nei minimi dettagli e immersa in un’atmosfera che solo la magia di una notte di San Lorenzo può offrire.

Il padrone di casa, Guido Strappelli, si è confermato ancora una volta un anfitrione d’eccezione, sempre accogliente e con quella cordialità che rende ogni ospite subito a proprio agio.

Questa iniziativa è ormai una tradizione consolidata, frutto della collaborazione con la Pro Loco di Sant’Omero, che per l’occasione ha preparato una cena interamente a base di baccalà, in quanto organizzatori della nota e consolidata sagra del baccalà di S.Omero arrivata ormai alla 43° edizione. Il contesto, già di per sé suggestivo, è stato reso ancora più speciale dalla vista di un cielo stellato, il che ha aggiunto un tocco di magia alla serata.

La cena è iniziata con un aperitivo davvero gustoso: frittelline di baccalà, crostini con crema di baccalà e delle notevoli olive “ascolane” ripiene di baccalà, tutte accompagnate dall’eccellente Pecorino Metodo Martinotti della Cantina Strappelli. Devo ammettere che, generalmente, non sono un grande fan del Metodo Martinotti, ma Guido è riuscito a sorprendermi. Il suo Pecorino ha un residuo zuccherino molto basso, il che lo rende piacevolmente secco, una scelta che ho apprezzato molto. Guido mi ha confidato che sta sperimentando affinché lo spumante resti più a lungo sui lieviti, migliorandone ulteriormente la qualità. Per chi non è esperto di vini, questa tecnica permette di elevare uno spumante ottenuto con questo metodo, avvicinandolo alla complessità e alla finezza delle bollicine dei metodi classici, una vinificazione di pregio utilizzata in Champagne e Franciacorta per citarne due blasonate. C’era anche una bollicina rosata, fresca e fruttata, ma personalmente ho preferito di gran lunga il Pecorino.

Tavoli spartani tra le vigne e mise en place da trattoria hanno sdrammatizzato un pochino le pompose cene in vigna che spesso siamo abituati a vedere sui social, una formula più conviviale e famigliare.


A tavola, le bottiglie di vino venivano condivise tra i commensali, e io non ho perso tempo ad ordinare il Cerasuolo d’Abruzzo della cantina, uno dei primi Cerasuoli che ho imparato ad apprezzare e che continua a rimanere tra i miei preferiti. Questo vino ha accompagnato perfettamente un tris di baccalà freddi, tra cui spiccava quello “tricolore alla Barlusca” con rucola, pomodorini e scaglie di formaggio: un piatto semplice ma molto buono.

Il percorso gastronomico è proseguito con uno gnocco in bianco con sugo di baccalà e tartufo, che ho trovato particolarmente interessante, soprattutto per la consistenza dello gnocco, spesso deludente. Anche la parmigiana di baccalà ha avuto il suo momento di gloria.

Il secondo piatto è stato un vero trionfo: un trancio di baccalà con funghi misti, un abbinamento che amo e che, a mio avviso, potrebbe funzionare benissimo anche con un piatto di pasta o magari un bel risotto. Mi sono ripromesso di sperimentare questa combinazione non appena le temperature si faranno più umane.
La serata si è conclusa con una nota dolce, grazie a una buona pizza dolce abruzzese e frutta, ma la vera sorpresa è arrivata con la Genziana di Strappelli. Non solo Guido produce ottimi vini e spumanti, ma anche una grappa e una genziana a base di Cerasuolo, addolcita con miele artigianale di acacia. Un prodotto straordinario che è entrato di diritto nella mia top 5 di Genziane “commerciali”, quelle amare e secche che sembrano quasi fatte in casa. Una Genziana come Dio comanda!

A completare la serata, un gruppo di musicisti locali ha creato un’atmosfera vivace, invitando gran parte dei presenti a ballare, concludendo così in bellezza l’allegra serata.
Un ringraziamento a Gudio Strappeli ed il suo staff ed alla Pro Loco di Sant’Omero.

Ci vediamo al prossimo sdijuno!
