VERONA – In un contesto segnato dalla flessione dei consumi di vino, Citra continua a crescere e si presenta al Vinitaly 2026 con risultati in netta controtendenza. La principale realtà vitivinicola abruzzese prevede di chiudere il 2025 con un fatturato di 57 milioni di euro, in aumento del 48% rispetto al 2021, anno che ha segnato un importante cambio di direzione per il gruppo.

A Verona, il consorzio ha animato il proprio spazio con una serie di appuntamenti che hanno attirato operatori e appassionati: dallo show cooking dello chef “wild” Davide Nanni alla degustazione verticale di due vini simbolo come Caroso e Laus Vitae, guidata dall’enologo Riccardo Cotarella.

Per Citra, consorzio di secondo grado con sede a Ortona che riunisce 8 cooperative, il Vinitaly rappresenta come sempre un momento chiave dell’anno: un punto di svolta per consolidare relazioni commerciali, crearne di nuove e rafforzare la propria presenza in un mercato enologico in rapida evoluzione.
Alla base della crescita c’è una strategia costruita negli ultimi anni: da un lato il rafforzamento della presenza nella grande distribuzione – canale in cui l’azienda è stata tra le prime in Abruzzo a entrare – dall’altro lo sviluppo del canale horeca. A questo si affianca un ampio portfolio prodotti, ulteriormente arricchito nel 2024 con nuove brand-line pensate per intercettare le tendenze attuali, sempre più orientate verso vini easy-drinking.

Scelte che hanno permesso a Citra di ottenere una crescita complessiva anche in un quadro di generale contrazione del mercato.
Dal Vinitaly arrivano inoltre tre riconoscimenti che premiano sia il prodotto sia la comunicazione: il Vini & Consumi Awards 2025 per la miglior campagna stampa consumer firmata da RoRe Communication di Romina Remigio, il Silver Award al Vinitaly Design Award per la linea Caos e il Bronze Award per Solovetro, nell’ambito della 30ª edizione del concorso.

Il gruppo si fonda sul lavoro di circa 3.000 soci viticoltori, con vigneti che si estendono su circa 6.000 ettari. La produzione valorizza prevalentemente vitigni autoctoni abruzzesi, affiancati da alcune varietà internazionali, e comprende anche vini biologici, etichette senza solfiti e una gamma di spumanti, sia metodo classico sia metodo Martinotti, sempre da vitigni autoctoni.
