L’AQUILA – Nei paesi attraversati dal Cammino del Gran Sasso sono iniziate le sessioni di studio dei cinque artisti protagonisti dell’edizione zero della Biennale del Gran Sasso, il progetto dedicato all’arte contemporanea nel cuore dell’Appennino. Gli artisti, insieme al curatore Maurizio Coccia, dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, stanno esplorando il territorio in vista della realizzazione di opere site-specific in dialogo con il paesaggio e le comunità locali.
Serena Vittorini, Simone Cametti, Wendi Yang, Veronica Vagnoni e Filippo Gregoretti sono saliti anche in quota, tra sentieri e rifugi, per conoscere e studiare i luoghi che ospiteranno i loro interventi artistici. Le opere saranno realizzate tra Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio, Barisciano e L’Aquila, con un percorso che unisce arte contemporanea, natura, cultura e territorio.
Biennale del Gran Sasso, iniziato il lavoro degli artisti
Gli incontri con il curatore Maurizio Coccia si sono svolti anche presso il Rifugio Le Fontari a Campo Imperatore, dove gli artisti hanno avuto modo di confrontarsi e approfondire gli aspetti legati alla progettazione e alla produzione delle opere.
La fase di studio rappresenta uno dei momenti centrali del progetto: gli artisti sono chiamati a confrontarsi direttamente con il paesaggio del Gran Sasso, con i borghi attraversati dal Cammino e con le caratteristiche ambientali e culturali dei luoghi che accoglieranno le opere.
I cinque artisti sono stati selezionati tra oltre 250 candidati provenienti dall’Italia e dall’estero, tra cui Cina, Stati Uniti, Regno Unito e Russia. La selezione e la progettazione delle opere avvengono anche in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo e con il supporto di tecnici forestali, con l’obiettivo di valutare l’impatto ambientale degli interventi e garantire la tutela del patrimonio culturale e naturale.
Le opere saranno presentate al pubblico il 18, 19 e 20 settembre, nell’ambito di un palinsesto di eventi itinerante, il cui programma sarà reso noto nei prossimi giorni. Gli appuntamenti attraverseranno il territorio del Gran Sasso mettendo in relazione arte contemporanea, paesaggio e comunità.
“La Soglia”, il tema della Biennale del Gran Sasso
Il tema scelto per questa prima edizione è “La Soglia”, intesa come spazio di passaggio, trasformazione, limite e possibilità.
Le opere della Biennale del Gran Sasso assumeranno forme diverse: installazioni, interventi multimediali, land art, opere visive e plastiche e performance. Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità dei materiali utilizzati e alla relazione tra le opere, l’ambiente naturale e il contesto urbano.
I cinque artisti della Biennale del Gran Sasso
Serena Vittorini, di base a Bruxelles, è un’artista visiva che lavora tra fotografia, installazione e video. Attraverso la trasformazione e la decontestualizzazione di oggetti e dispositivi di uso quotidiano, la sua ricerca esplora le relazioni tra corpo, spazio e comportamento e le ambivalenze che le attraversano. Per la Biennale del Gran Sasso presenterà “Galateo”, un’installazione site-specific e una performance realizzata in collaborazione con la Corale 99 a Santo Stefano di Sessanio.
La ricerca di Simone Cametti si basa su una concezione pragmatica e artigianale del fare artistico e si sviluppa attraverso interventi sulla materia e sul contesto nel quale l’opera agisce. L’artista è stato selezionato per la sua installazione luminosa “Terre di passo”. Il processo di realizzazione dell’opera prevederà un’azione performativa attraverso un cammino che culminerà in un rifugio a Campo Imperatore, dove è previsto l’allestimento.
La pratica artistica di Wendi Yang esplora le relazioni tra tempo, percezione ed esperienza dell’esistenza. Pittura e installazione sono i media principali della sua ricerca. Per la Biennale del Gran Sasso realizzerà la scultura “Senza Titolo” a Poggio Picenze, utilizzando la tipica Pietra Bianca.
La pratica artistica di Veronica Vagnoni nasce dalla danza e si sviluppa attraverso il corpo come luogo di esperienza, memoria e trasformazione. Danzatrice, performer e coreografa, è stata selezionata per la performance “Come carne cruda”. Il suo studio si svilupperà nel paese di Castel del Monte.
Da oltre trent’anni la ricerca di Filippo Gregoretti si sviluppa sulla soglia tra arte, musica, scienza e tecnologia, in un territorio ibrido che attraversa discipline diverse senza appartenere esclusivamente ad alcuna di esse. La sua pratica esplora la relazione tra essere umano, natura e sistemi artificiali attraverso algoritmi, suono, immagini generative, performance e narrazioni speculative. Per la Biennale del Gran Sasso realizzerà a Barisciano “Aion | Chronos”, un’installazione accompagnata da una performance sonora.
La commissione di valutazione
A selezionare i cinque artisti è stata la commissione di valutazione composta, oltre che dal curatore Maurizio Coccia, da Antonio David Fiore della Soprintendenza, Valentina Bosio e Patrizia Cianforlini, artiste e direttrici artistiche del progetto, Barbara Olivieri della Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, Roberta Ianni dell’Associazione Cammino del Gran Sasso e Luca Pasquali dell’Associazione Frequenze.
La Biennale del Gran Sasso e il Cammino
La Biennale del Gran Sasso è un progetto dedicato all’arte contemporanea nel cuore dell’Appennino e prende le mosse dall’omonimo Cammino del Gran Sasso, nato tre anni fa e che, stagione dopo stagione, registra un numero crescente di presenze.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Cammino del Gran Sasso, Frequenze dal Gran Sasso, associazione attiva da otto anni sul territorio attraverso progetti culturali, eventi e laboratori, e la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre.
La Biennale coinvolge inoltre le Accademie di Belle Arti dell’Aquila e di Roma, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo, con il supporto del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il sostegno della Fondazione CarispAQ e il patrocinio dei Comuni coinvolti.
L’obiettivo è costruire un appuntamento dedicato all’arte contemporanea capace di valorizzare il paesaggio del Gran Sasso e i suoi borghi, creando un dialogo tra artisti, territorio, ambiente e comunità locali.
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