RIMINI – In Abruzzo il vino è da sempre il protagonista indiscusso del racconto enogastronomico regionale. Ha una storia solida, riconoscimenti internazionali e una forte identità territoriale. Eppure, accanto a questo patrimonio consolidato, cresce da anni un altro movimento che merita attenzione: quello della birra artigianale abruzzese.
Un comparto che non gode ancora della stessa visibilità mediatica del vino, ma che – soprattutto in provincia di Teramo – sta raggiungendo livelli qualitativi altissimi, come dimostrano i risultati ottenuti nei più importanti concorsi nazionali.
La conferma più evidente arriva dal Bibibir, birrificio artigianale con sede a Castellalto, che all’edizione 2026 della Beer&Food Attraction, svoltasi a Rimini dal 15 al 17 febbraio, ha conquistato sette premi a livello nazionale.
Sette volte Bibibir: un risultato che segna un punto di svolta
Sette riconoscimenti in un’unica edizione rappresentano un risultato di assoluto rilievo per il panorama brassicolo italiano. Il bilancio per Bibibir è di due medaglie d’oro, due d’argento e tre di bronzo, ottenute in categorie diverse, a testimonianza di una produzione ampia, coerente e tecnicamente solida.
Le medaglie d’oro sono andate alla Ddh Session IPA nella categoria Session IPA e alla Easy Peasy Hop Squeezy IPA nella categoria American IPA. L’argento è stato conquistato con White Shock (White IPA / American Wheat) e Witaly (Blanche / Witbier). Completano il medagliere i tre bronzi assegnati a 6A (White IPA / American Wheat), Jason (English Golden Ale / English Pale Ale) e BibiDunkel (Munich Dunkel / Schwarz / Dark Lager).
«Siamo ancora un po’ frastornati», spiegano dal birrificio. Un sentimento comprensibile, considerando che sette premi in un solo evento rappresentano una consacrazione importante del lavoro svolto negli anni.

Il ruolo dei mastri birrai e la crescita del movimento locale
Dietro questi risultati c’è la visione e il lavoro di mastri birrai come Flaviano Brandi, che hanno contribuito a far crescere il livello tecnico e identitario della birra artigianale abruzzese. Un percorso fatto di ricerca, sperimentazione e attenzione alla qualità, che oggi trova riconoscimenti concreti.
Il successo di Bibibir si inserisce in un contesto più ampio, che vede anche altri birrifici abruzzesi premiati, a conferma di un movimento regionale in piena maturità.

Tra i protagonisti figurano Anbra – Anonima Brasseria Aquilana, che ha conquistato la medaglia d’oro con la birra Diamond, e il Birrificio Humus, premiato con la medaglia d’argento grazie alla St Simplicius.

«Un segnale positivo che conferma la qualità del movimento brassicolo regionale», hanno commentato da Bibibir, evidenziando come i risultati ottenuti dai birrifici abruzzesi dimostrino un livello tecnico e creativo sempre più competitivo nel panorama nazionale.
Un messaggio chiaro: l’Abruzzo della birra artigianale non è più una promessa, ma una realtà consolidata che merita attenzione, racconto e valorizzazione all’interno del più ampio panorama enogastronomico italiano.
Una nuova narrazione enogastronomica per l’Abruzzo
In una regione storicamente identificata con il vino, la birra artigianale sta costruendo una propria identità, fatta di produzioni di qualità, stili ben interpretati e forte legame con il territorio. I risultati ottenuti a Rimini raccontano di un Abruzzo che evolve, che amplia il proprio racconto enogastronomico e che può oggi proporsi anche come terra di grandi birre artigianali.
Un percorso che merita di essere seguito, raccontato e valorizzato, perché il futuro dell’enogastronomia regionale passa anche da qui.
Giancarlo Pierannunzi
