La terza edizione del One Health Award (OHA) 2024, conclusasi domenica a Teramo, ha rappresentato un viaggio emozionante nel cuore della salute globale. Con oltre 2.000 partecipanti, tra cui 400 studenti delle scuole superiori di Teramo, e una schiera di ospiti internazionali, l’evento ha offerto un’opportunità unica per riflettere sul futuro della salute del pianeta. Il tema di quest’anno, Frontiera Africa, ha messo al centro un continente che è tanto ricco di sfide quanto di opportunità per il nostro futuro comune.
Durante i tre giorni, si è respirata un’atmosfera di condivisione e confronto che ha toccato le corde più profonde della nostra responsabilità verso il pianeta. Parlare di One Health significa comprendere che la salute umana, animale e ambientale sono interconnesse; è una chiamata a guardare oltre i confini delle nostre competenze per affrontare le grandi sfide sanitarie del nostro tempo con un approccio olistico. Questo evento è stato il risultato dell’impegno quotidiano dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS) di Teramo, che da anni lavora con passione per promuovere una “rivoluzione” della salute che abbracci tutto il pianeta.
Fin dall’apertura, venerdì 11 ottobre, il programma è stato intenso e coinvolgente: la Lectio Magistralis del virologo Heinrich Feldmann ha fornito una panoramica sulle malattie emergenti, mentre il giornalista Giampaolo Musumeci ha portato sul palco la voce dell’Africa attraverso storie reali che hanno toccato i cuori di tutti. È stata una giornata di dialogo tra istituzioni e scienziati, arricchita dalle parole del Cardinale Matteo Maria Zuppi e del virologo John Nkengasong. La serata si è conclusa con lo spettacolo “La nostra Africa”, un momento toccante che ha combinato musica e narrazione per farci riflettere sulla bellezza e le difficoltà di questo continente.
Il sabato, il confronto si è intensificato con tavole rotonde e incontri su progetti di cooperazione, come ERFAN, che unisce istituzioni veterinarie di 19 Paesi africani. Voci autorevoli, tra cui Marco Minniti e il Ministro Anna Maria Bernini, hanno sottolineato l’importanza di collaborare con l’Africa per costruire un futuro sostenibile. La giornata si è conclusa con la cerimonia di premiazione degli One Health Awards, che ha riconosciuto il contributo straordinario di individui come Heinrich Feldmann per lo sviluppo del vaccino contro l’Ebola e Fratel Rosario Iannetti per il suo lavoro in Sud Sudan.
Infine, la domenica al Centro Internazionale di Formazione e Informazione Veterinaria (CIFIV) è stata l’occasione per riflettere sull’importanza di preservare il nostro patrimonio naturale. L’autore e compositore David Monacchi ha affascinato il pubblico con il suo progetto “Fragments of Extinction”, che ci ha fatto ascoltare le voci delle foreste primarie del mondo, richiamando l’urgenza di proteggere ciò che è ancora incontaminato.
Il messaggio che porto con me da questa esperienza è chiaro: il concetto di One Health non è solo una strategia scientifica, ma una vera e propria filosofia di vita. La salute globale non è qualcosa che riguarda solo i medici, i biologi o i veterinari, ma è un impegno che tutti dobbiamo assumere. Ogni azione, ogni scelta può influenzare la salute del nostro pianeta e delle future generazioni. Come ha detto il Direttore Generale dell’IZS, Nicola D’Alterio, “Da soli non c’è salute, non c’è salvezza per il pianeta”.
Il successo di OHA 2024 è stato il frutto della collaborazione di tante persone e istituzioni, unite dalla consapevolezza che solo attraverso l’unione e la condivisione possiamo costruire un futuro migliore. E guardando avanti, siamo già pronti per nuove sfide: il viaggio verso la salute globale continua, con l’Africa come bussola e il pianeta intero come orizzonte.
