La cantina di Castilenti svela i nuovi progetti dedicati al Metodo Classico e al recupero dell’antico vitigno Maiolica durante l’evento “Una giornata da San Lorenzo Vini. Insieme tra vino, cultura e natura”
CASTILENTI – Il vino come autentica espressione del territorio abruzzese. È stato questo il filo conduttore della terza edizione di “Una giornata da San Lorenzo Vini. Insieme tra vino, cultura e natura”, l’appuntamento annuale organizzato dalla cantina di Castilenti che ha riunito giornalisti e food blogger per presentare le novità aziendali tra degustazioni, cultura, paesaggio e ospitalità.
Protagonisti dell’edizione 2026 sono stati due importanti progetti destinati a valorizzare il patrimonio vitivinicolo regionale: il nuovo Spumante Metodo Classico Extra Brut e il recupero della Maiolica, antico vitigno autoctono abruzzese.

Ad accogliere gli ospiti sono stati i fratelli Gianluca e Fabrizio Galasso, insieme allo zio Gianfranco Barbone, alla guida della quinta generazione della famiglia. Le radici dell’azienda risalgono al 1890, anno dell’impianto dei primi vigneti che hanno dato origine a quella che oggi rappresenta una delle principali realtà vitivinicole della provincia di Teramo.
La giornata si è aperta con la visita a Palazzo De Sterlich, storica dimora cinquecentesca nel centro di Castilenti, acquisita dalla famiglia Galasso nel 2015. Qui Gianluca Galasso ha raccontato la storia del palazzo e della suggestiva bottaia, oggi impreziosita dall’installazione artistica “Correzione di farfalle”, nata dall’incontro tra la ricerca scultorea di Pasquale Ricci e la scrittura poetica di Manuel Di Mattia.
Debutta il nuovo Spumante Metodo Classico San Lorenzo
La degustazione si è aperta con la presentazione del nuovo Spumante Metodo Classico Extra Brut, prodotto in appena 1.000 bottiglie.
“È un progetto ambizioso – ha spiegato Gianluca Galasso – nato dopo anni di sperimentazione. Abbiamo scelto il Montepulciano d’Abruzzo vinificato in bianco, proveniente da un vigneto giovane con raccolta precoce. L’affinamento sui lieviti dura 24 mesi e il risultato ci ha sorpreso fin da subito.”
Accanto a lui, l’enologo Riccardo Brighigna ha guidato una degustazione che ha attraversato alcune delle etichette simbolo dell’azienda: Trebbiano Casabianca 2025, 2019 e 2017, Cerasuolo Casabianca 2025, Montepulciano Oinos DOCG Colline Teramane 2021 e lo storico Oinos 2008, testimonianza delle straordinarie capacità evolutive del Montepulciano d’Abruzzo.

“Con questa degustazione abbiamo voluto raccontare il valore dei grandi vini d’Abruzzo. Il Trebbiano dimostra una sorprendente capacità di evolvere nel tempo mantenendo eleganza e identità territoriale, mentre il Cerasuolo rappresenta oggi una delle espressioni più moderne e autentiche della viticoltura regionale. Il percorso si completa con il Montepulciano Oinos, simbolo della longevità dei grandi rossi delle Colline Teramane”, ha sottolineato Brighigna.
Il recupero della Maiolica: ricerca e valorizzazione della biodiversità
Grande interesse ha suscitato anche il progetto di recupero della Maiolica, antico vitigno rosso autoctono documentato già nel 1875.
L’enologo Riccardo Brighigna, primo a vinificarlo in Abruzzo, ha illustrato il percorso di ricerca avviato dalla cantina.
“Abbiamo impiantato un ettaro e mezzo di Maiolica a due differenti altitudini per comprenderne il comportamento agronomico ed enologico. È un progetto di ricerca che guarda al futuro della viticoltura abruzzese. La prima vinificazione avverrà con la prossima vendemmia.”
Una cantina che investe su territorio, sostenibilità e ospitalità
Oggi San Lorenzo Vini coltiva circa 160 ettari di vigneti distribuiti principalmente tra Castilenti e la provincia di Pescara, privilegiando i vitigni autoctoni allevati a filare e a pergola abruzzese.
Sotto la guida di Fabrizio e Gianluca Galasso, affiancati da Gianfranco Barbone per la gestione agronomica, l’azienda porta avanti un percorso di innovazione e sostenibilità mantenendo un controllo diretto dell’intera filiera produttiva, dalla vigna alla bottiglia.
La cantina rappresenta oggi la più grande azienda vitivinicola familiare della provincia di Teramo, con vigneti distribuiti su tre crinali collinari che formano un unico grande appezzamento. L’offerta enoturistica è completata dagli antichi casolari restaurati dalla famiglia Galasso e dal B&B Il Giglio Rosso, dove si è conclusa la giornata con una degustazione dei vini aziendali accompagnati dalle creazioni dello chef Guido Brandito.
“Per noi questa giornata non significa soltanto presentare le nuove annate, ma aprire le porte di casa nostra e raccontare un’idea di Abruzzo che unisce vino, arte, cultura e accoglienza. Con il recupero di Palazzo De Sterlich e dei nostri casolari vogliamo fare di San Lorenzo un luogo di incontro dove il vino diventa il filo conduttore per raccontare la bellezza autentica delle Colline Teramane”, hanno concluso Gianluca e Fabrizio Galasso.
L’appuntamento è già rinnovato alla prossima edizione, confermando la volontà di San Lorenzo Vini di promuovere il territorio attraverso un’esperienza capace di coniugare vino, cultura, paesaggio e ospitalità.
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