Chiara De Iulis Pepe
TORANO NUOVO – Non è un cambio di rotta, ma un passaggio di testimone che racconta molto del vino contemporaneo. Chiara Pepe, terza generazione dell’azienda di famiglia fondata dal nonno Emidio, approda in Francia come nuova responsabile della viticoltura e della vinificazione di Domaine de la Chapelle Hermitage, la tenuta simbolo di Paul Jaboulet Aîné.
Siamo nella collina di Hermitage, uno dei luoghi più iconici del vino europeo, dove nasce Hermitage La Chapelle, etichetta che per molti rappresenta un riferimento assoluto per la Syrah. Qui la famiglia Frey, proprietaria della maison dal 2006, ha scelto di affidarsi a una figura giovane ma con un’identità già ben definita.
La notizia, diffusa da Wine Spectator, segna anche il passaggio di consegne da Caroline Frey, che ha guidato finora la parte tecnica. Ma più che una discontinuità, la scelta sembra indicare una direzione precisa: meno intervento in cantina, più centralità della vigna.
È in questo equilibrio che si inserisce il profilo di Chiara Pepe. Nelle parole di Delphine Frey non c’è enfasi rivoluzionaria, ma piuttosto la ricerca di una continuità capace di evolversi: qualcuno che sappia leggere un luogo così carico di storia senza irrigidirlo nel passato.
Del resto, è proprio da Torano Nuovo che arriva un approccio agricolo che guarda avanti. Nell’azienda di famiglia, Pepe ha lavorato su pratiche come il sovescio e su sistemi complessi di agroforesteria applicati alla pergola, una scelta che unisce tradizione e sperimentazione. Un lavoro non semplice, ma capace di attirare curiosità anche oltreconfine, al punto che da Bordeaux c’è chi osserva da vicino queste soluzioni per adattarle a contesti sempre più segnati dal cambiamento climatico.
L’arrivo di Chiara Pepe a Hermitage non è solo una storia personale. È anche il segno di come certe competenze, maturate in territori considerati “periferici” fino a qualche decennio fa, oggi trovino spazio nei luoghi più consolidati del vino mondiale. E forse racconta, senza proclami, dove sta andando davvero questo settore: meno nelle ricette e più nella capacità di ascoltare la terra.
