L’AQUILA – Il capoluogo abruzzese si conferma sempre più capitale adriatica delle bollicine. La quarta edizione di Abruzzo in Bolla, evento dedicato al mondo degli spumanti italiani e internazionali, si è chiusa con oltre 1.500 presenze, segnando un’ulteriore crescita per una manifestazione che si è ritagliata un posticino tra i principali appuntamenti del settore enogastronomico.
In pochi anni, l’evento è diventato un punto di riferimento per appassionati di vino, operatori del settore, buyer e professionisti dell’Horeca, rafforzando il ruolo dell’Abruzzo nel panorama del turismo enogastronomico nazionale.

L’Aquila capitale delle bollicine per tre giorni
Per tre giorni L’Aquila è stata il centro del mondo delle bollicine, accogliendo produttori provenienti da tutta Italia e un pubblico trasversale, interessato a scoprire le molteplici espressioni dello spumante italiano e internazionale.
Degustazioni, masterclass, talk e show cooking hanno scandito il programma della manifestazione, trasformando la città in un vero laboratorio diffuso dove cultura del vino, formazione e intrattenimento si sono intrecciati in modo continuo.

Una crescita costante per Abruzzo in Bolla
L’edizione 2026 ha confermato la solidità del progetto ideato da Virtù Quotidiane, capace di crescere anno dopo anno sia nei numeri sia nella qualità dell’offerta.
La partecipazione è stata costante sin dalle prime ore dell’evento, con un interesse diffuso per le degustazioni e per i momenti di approfondimento dedicati al mondo delle bollicine. In quattro edizioni, Abruzzo in Bolla è passato da iniziativa territoriale a evento di respiro nazionale.
Bollicine e mercato del vino: un settore in evoluzione
La crescita della manifestazione riflette un trend più ampio del settore vitivinicolo. Il mondo delle bollicine italiane e internazionali continua infatti a registrare un interesse crescente, sostenuto da una domanda sempre più orientata a prodotti versatili, immediati e trasversali.
Mentre il consumo di vino rosso tradizionale attraversa una fase più complessa, gli spumanti si distinguono per capacità di adattamento e varietà di occasioni di consumo, consolidando la loro presenza sia nella ristorazione sia nel consumo quotidiano.
Metodo Classico, Metodo Martinotti e rifermentazioni in bottiglia rappresentano oggi le principali declinazioni produttive, accanto a un universo sempre più contaminato dalla mixology e dalla cultura dei cocktail.

Talk e masterclass: il cuore culturale dell’edizione 2026
Nel programma della quarta edizione di Abruzzo in Bolla 2026 si sono alternati diversi momenti di approfondimento dedicati al mondo delle bollicine e alla cultura del vino.
“Gli spumanti in Italia e in Abruzzo. Rischi e opportunità”
Il primo incontro si è svolto domenica 21 giugno alle ore 16:00 con il panel “Gli spumanti in Italia e in Abruzzo. Rischi e opportunità”, moderato da Marcella Pace.
Al dibattito hanno partecipato Antonio Paolini, Riccardo Cotarella, Luciano Pignataro, Alessandro Nicodemi, Emanuele Imprudente, Vincenzo D’Antonio, Giusy Ferraina e Paolo Federico. Il confronto ha approfondito il posizionamento degli spumanti italiani e abruzzesi nel mercato contemporaneo, intrecciando le prospettive di giornalisti, enologi e rappresentanti istituzionali.
“Territori, il valore della custodia. Loreto Aprutino e Lambrusco”
A seguire, alle ore 17:00, si è tenuto il talk “Territori, il valore della custodia. Loreto Aprutino e Lambrusco”, condotto da Antonio Paolini, accompagnato da una degustazione guidata dedicata ai Lambruschi.
L’incontro ha messo al centro il rapporto tra identità territoriale e valorizzazione dei vitigni simbolo, creando un dialogo inedito tra l’Abruzzo e l’Emilia-Romagna.
“L’evoluzione dei consumi del vino nella ristorazione”
Lunedì 22 giugno alle ore 11:30 si è svolto il talk “L’evoluzione dei consumi del vino nella ristorazione”, a cura di Qualità Abruzzo.
Sono intervenuti Vittorio Di Remigio (Ristorante Conchiglia d’Oro, Pineto), Antonello Moscardi (Ristorante Elodia, L’Aquila), Pierguido Tanini (Ristorante La Bandiera, Civitella Casanova) e Pascal Tinari (Ristorante Villa Maiella, Guardiagrele). Il confronto ha analizzato le trasformazioni nei consumi e nelle scelte enologiche nel settore horeca, tra nuove abitudini e cambiamento della domanda.
Le masterclass: Lambrusco, Champagne e Georgia
“Territori, il valore della custodia” e il Lambrusco
Uno dei momenti centrali del percorso degustativo è stato la masterclass dedicata al Lambrusco e alle sue declinazioni contemporanee, inserita nel talk “Territori, il valore della custodia”.
La degustazione, guidata da Antonio Paolini, ha offerto un confronto territoriale tra realtà apparentemente distanti ma unite da una forte identità produttiva. Il Lambrusco è stato raccontato non solo come vino frizzante popolare, ma come espressione complessa di stili, interpretazioni e denominazioni.

“Dal vino alle bollicine. L’arte di saper andare contro natura” con Guerino Pescara
Accanto a questo percorso si è inserita la masterclass di Guerino Pescara, dal titolo “Dal vino alle bollicine. L’arte di saper andare contro natura”.
Il produttore ha presentato la nuova linea Pevì Fermentika insieme alla linea Carta Bianca, portando in degustazione metodo classico e rifermentati che sfidano le convenzioni dello spumante abruzzese.
In assaggio, vini a base di Trebbiano in purezza e blend con Malvasia e Montepulciano hanno evidenziato un’impostazione stilistica precisa: da un lato la valorizzazione dei vitigni autoctoni, dall’altro un lavoro tecnico orientato agli affinamenti sui lieviti e a una spumantizzazione dal profilo contemporaneo.
Nel complesso, la masterclass si è trasformata in un vero e proprio manifesto produttivo: un’idea di vino “contro natura” solo in apparenza, che in realtà ricerca un nuovo equilibrio tra territorio, tecnica e identità.

“I vini della Georgia. Spumanti ma non solo”
Tra le degustazioni più sorprendenti, la masterclass “I vini della Georgia. Spumanti ma non solo”, condotta da Tamar Tchitchiboshvili, Georgian Wine Ambassador in Italy.

Tra i momenti più originali della quarta edizione di Abruzzo in Bolla, ospitata al Palazzo dell’Emiciclo dell’Aquila, la masterclass condotta da Tamar Tchitchiboshvili ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso oltre ottomila anni di storia del vino georgiano. Per la prima volta in una manifestazione italiana dedicata agli spumanti sono state presentate due bollicine georgiane, simbolo di un Paese che affianca alla millenaria tradizione dei vini in qvevri una moderna produzione di sparkling wine.

Dalla scoperta delle antiche tecniche di vinificazione nelle anfore interrate riconosciute dall’Unesco ai celebri vini ambrati ottenuti con macerazione sulle bucce, fino ai rossi longevi a base di Saperavi, la degustazione ha mostrato la straordinaria ricchezza del patrimonio enologico georgiano. Un racconto che ha unito storia, cultura e innovazione, confermando la volontà della Georgia di valorizzare la propria identità vinicola aprendosi a nuovi linguaggi produttivi e mercati internazionali.

“The Pink Panthers. Le pantere rosa della Champagne”
Di taglio più tecnico e verticale la masterclass “The Pink Panthers. Le pantere rosa della Champagne”, condotta dal giornalista e critico enogastronomico Antonio Paolini, in collaborazione con Excellence Sidi.

La degustazione ha messo a confronto diverse interpretazioni degli Champagne rosé, evidenziando stili differenti tra maison e produttori. Dalla finezza più elegante alla struttura più gastronomica, il percorso ha mostrato una categoria ormai pienamente matura e stilisticamente articolata.

Show cooking e ospiti
Accanto al vino, spazio anche alla cucina con un programma di show cooking e incontri gastronomici che hanno richiamato un pubblico numeroso.

Tra gli appuntamenti più seguiti, lo chef Andrea Mainardi ha proposto uno show culinario ad alto impatto scenico, rafforzando la dimensione esperienziale dell’evento e il legame sempre più stretto tra vino e gastronomia.

Un evento sempre più nazionale
Nato da un’idea di Virtù Quotidiane, Abruzzo in Bolla ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, diventando una manifestazione di richiamo nazionale.
Oggi attira cantine da tutta Italia, presenze internazionali, giornalisti, buyer e operatori del settore, consolidando il ruolo dell’Abruzzo come territorio sempre più centrale nel turismo enogastronomico.

L’Aquila e il futuro delle bollicine
Per tre giorni L’Aquila si è trasformata in una vera capitale delle bollicine, con un flusso continuo di pubblico e un programma capace di unire degustazione, formazione e intrattenimento.
Archiviata l’edizione 2026, l’attenzione è già rivolta al futuro: Abruzzo in Bolla tornerà dal 19 al 21 giugno 2027, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la presenza di cantine italiane e internazionali e rafforzare il programma di masterclass e degustazioni.
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