CAPESTRANO – Si è concluso a Capestrano, nel cuore dell’Abruzzo, un pionieristico progetto di underwater aging, ovvero di affinamento subacqueo del vino. Dalle acque cristalline del lago di Capodacqua sono state recuperate sei storiche bottiglie della cantina Atomos di Stefano Di Nisio, rimaste ad affinare sul fondale dell’invaso per ben sei anni.
Le bottiglie, due vini rossi, due rosati e due bianchi, hanno trascorso oltre 2.000 giorni sott’acqua, a una profondità di circa 8 metri, in condizioni ambientali particolarmente stabili.
Underwater aging: sei anni di affinamento nel lago di Capodacqua
L’esperimento di affinamento subacqueo in Abruzzo è stato realizzato sfruttando le caratteristiche naturali del lago di Capodacqua. Durante i sei anni di permanenza sul fondale, le bottiglie sono state sottoposte a condizioni costanti, con oscurità totale e una temperatura di circa 8 °C durante tutto l’anno.
La pressione dell’acqua, l’assenza di luce e la stabilità della temperatura hanno creato un ambiente di affinamento differente rispetto alle modalità tradizionali in cantina.
Secondo i promotori del progetto, queste condizioni hanno favorito un’evoluzione particolare del vino, con risultati che saranno oggetto di valutazione anche dal punto di vista organolettico e scientifico.
Il recupero delle bottiglie affidato ad Atlantide
L’intera operazione di recupero, insieme alla complessa gestione della logistica subacquea, è stata coordinata dai professionisti dell’Associazione Atlantide – Scuola Sommozzatori.
La realtà opera sul territorio dal 2004 con attività dedicate alla promozione didattica, sportiva e culturale del mondo subacqueo ed è impegnata nella valorizzazione della cosiddetta “Atlantide d’Abruzzo”, il patrimonio sommerso legato alle acque di Capodacqua.
Il recupero delle sei bottiglie ha rappresentato quindi anche un’occasione per mettere in campo competenze tecniche maturate in anni di attività subacquea.
Il vino Atomos dopo sei anni sott’acqua
All’evento di emersione hanno partecipato anche il sindaco di Capestrano, Antonio D’Alfonso, e il vicesindaco Domenico Di Ruscio, insieme ai protagonisti del progetto.
“Riportare alla luce queste bottiglie dopo sei anni è stata un’emozione indescrivibile”, ha dichiarato Stefano Di Nisio, titolare della cantina Atomos. “L’invecchiamento subacqueo non è una suggestione, ma una scelta scientifica. Il buio perenne e gli 8 gradi costanti di Capodacqua hanno confermato le nostre tesi: il vino ha sviluppato un’eleganza, una freschezza e una complessità aromatica straordinarie. Questo esperimento dimostra che la terra e l’acqua dell’Abruzzo sanno creare magie irripetibili”.
Per Dante Cetrioli, presidente di Atlantide Scuola Sommozzatori, il progetto rappresenta un importante punto d’incontro tra competenze subacquee, ricerca ed enologia.
“Dal 2004 lavoriamo per svelare i segreti della nostra ‘Atlantide d’Abruzzo’, ma questa collaborazione ha superato ogni aspettativa. Mettere la nostra professionalità subacquea al servizio di un progetto scientifico ed enologico così ambizioso è stato un onore. Gestire la logistica a 8 metri di profondità per sei anni ha richiesto rigore e dedizione, ma il risultato di oggi ripaga ogni sforzo e accende una nuova luce sul valore unico del nostro territorio”.
Capestrano, tra vino, ricerca e valorizzazione del territorio
Il sindaco di Capestrano ha sottolineato il valore della collaborazione tra la cantina Atomos e la Scuola Sommozzatori Atlantide, evidenziando le potenzialità del progetto anche sul piano turistico e culturale.
“Questo straordinario progetto dimostra come il nostro territorio sappia custodire tesori unici e farsi teatro di innovazione a livello internazionale. L’unione tra l’eccellenza enologica della cantina Atomos e la competenza della scuola sommozzatori Atlantide rappresenta un modello di promozione turistica e culturale. Come amministrazione comunale, siamo fieri di sostenere realtà capaci di valorizzare l’invaso di Capodacqua e l’intero ecosistema di Capestrano, portando il nome dell’Abruzzo nel mondo”.
Il lago di Capodacqua e l’“Atlantide d’Abruzzo”
Il lago di Capodacqua, nel territorio di Capestrano, è un invaso artificiale caratterizzato da acque sorgive di eccezionale limpidezza. Il sito è noto anche per la presenza di suggestivi mulini sommersi di epoca medievale, che hanno contribuito alla sua fama tra gli appassionati di immersioni e fotografia subacquea.
Le particolari condizioni di visibilità delle sue acque hanno reso Capodacqua uno dei luoghi più suggestivi dell’Abruzzo subacqueo.
L’esperimento di underwater aging del vino aggiunge ora un nuovo elemento alla storia del sito, mettendo in relazione enologia, ricerca, immersioni subacquee e valorizzazione del territorio.
Le sei bottiglie recuperate dopo sei anni rappresentano così il risultato più concreto di un progetto che ha portato l’innovazione enologica nelle profondità del lago di Capodacqua, nel cuore dell’Abruzzo.
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