Sabatino Di Serafino e Daniele Zunica
Villa Corallo a Sant’Omero: la rinascita che ha riportato Teramo sulla mappa dell’alta ospitalità
SANT’OMERO (TERAMO) – Ci sono luoghi capaci di cambiare il destino di un territorio. Villa Corallo è uno di questi. Non soltanto una dimora di charme immersa nelle colline teramane, ma il simbolo di una rinascita che ha portato di nuovo la provincia la Provincia di Teramo al centro dell’attenzione dell’alta ospitalità, della cultura e della ristorazione italiana.
Alle spalle di questo progetto c’è la visione di Sabatino Di Serafino, imprenditore italo-venezuelano che oltre vent’anni fa ha scelto di investire nell’antica residenza ottocentesca seguendo il cuore prima ancora dei numeri. Una decisione coraggiosa, nata dal desiderio di restituire valore alla terra d’origine della sua famiglia, emigrata in Venezuela e poi tornata in Abruzzo con una nuova consapevolezza delle proprie radici.

Quella che allora era una proprietà agricola è diventata nel tempo un progetto complesso e ambizioso, capace di unire ospitalità, agricoltura, cultura e alta cucina. Un luogo dove il concetto di lusso viene reinterpretato in chiave contemporanea: non ostentazione, ma autenticità, cura dei dettagli e profondo legame con il territorio.
Al fianco di Sabatino Di Serafino c’è Mascia Moretti, sua moglie e anima dell’accoglienza di Villa Corallo, che segue personalmente l’esperienza degli ospiti e la gestione della dimora, composta da 11 suite, piscina e centro benessere. Un ruolo fondamentale in un progetto dove l’ospitalità non è soltanto servizio, ma racconto quotidiano di uno stile di vita.
Il destino che unisce due famiglie italo-venezuelane
Ci sono coincidenze che sembrano scritte dal destino. Una di queste lega la famiglia Di Serafino allo chef Gianni Dezio.
Entrambi condividono radici italo-venezuelane e una storia fatta di emigrazione, sacrificio e ritorno alle origini. Un parallelismo quasi casuale che, con l’arrivo di Daniele Zunica, si è trasformato in una collaborazione capace di dare vita a uno dei progetti gastronomici più interessanti dell’Abruzzo contemporaneo.

L’incontro tra la visione imprenditoriale della famiglia Di Serafino e la cultura dell’accoglienza della famiglia Zunica rappresenta molto più di una semplice collaborazione: è l’incontro tra due percorsi accomunati dalla volontà di valorizzare la propria terra attraverso qualità, identità e ambizione.
Dal rimessaggio agricolo al ristorante Stella Michelin
Pochi luoghi raccontano meglio il valore della trasformazione di Villa Corallo.
Quello che fino a pochi anni fa era il rimessaggio dei trattori dell’azienda agricola oggi ospita Zunica 1880, il ristorante guidato da Daniele Zunica e dallo chef Gianni Dezio, insignito della Stella Michelin.
Una metamorfosi simbolica, che racchiude perfettamente la filosofia del progetto: recuperare la memoria rurale senza cristallizzarla, trasformandola in un’esperienza gastronomica contemporanea.

Fondamentale è stato il lavoro di riqualificazione della struttura, affidato all’architetto Maria Rosita Di Serafino, sorella di Sabatino Di Serafino, che ha saputo preservare l’antico fascino della villa valorizzandone ogni dettaglio architettonico. Il risultato è un equilibrio raffinato tra storia e comfort contemporaneo, con ambienti capaci di trasmettere eleganza, calore e una dimensione autenticamente esclusiva.
Dove un tempo venivano custoditi i mezzi agricoli, oggi prende forma una delle esperienze gastronomiche più interessanti del panorama italiano.

Daniele Zunica e la famiglia Di Serafino: la squadra che ha riportato Teramo sulla mappa dell’alta cucina
Il trasferimento di Zunica 1880 da Civitella del Tronto a Villa Corallo non è stato soltanto un cambio di sede, ma l’inizio di una nuova fase per tutto il territorio.
In appena quindici mesi il progetto ha conquistato due dei riconoscimenti più prestigiosi della Guida Michelin: la Chiave Michelin per l’eccellenza dell’ospitalità e la Stella Michelin per il ristorante.
Dietro il talento dello chef Gianni Dezio c’è anche un’importante formazione: il suo percorso è stato arricchito dall’esperienza maturata accanto a Niko Romito, chef italiano tristellato e riferimento assoluto della cucina contemporanea, che ha contribuito alla sua crescita professionale durante il periodo all’Accademia di Castel di Sangro.
Ma il risultato più significativo va oltre i premi.
Per anni la provincia di Teramo è stata percepita come una terra da attraversare più che da vivere. Oggi, grazie alla visione della famiglia Di Serafino, al lavoro di Daniele Zunica e al talento di Gianni Dezio, questo angolo d’Abruzzo è tornato a essere una destinazione ricercata da gourmet, viaggiatori e appassionati di ospitalità provenienti dall’Italia e dall’estero.
Villa Corallo e Zunica 1880 hanno contribuito a riscrivere la narrazione di questo territorio, dimostrando che anche una provincia può diventare protagonista quando qualità, identità e imprenditorialità condividono la stessa visione.
Villa Corallo, un’esperienza di lusso autentico tra natura, arte e ospitalità
Oggi Villa Corallo si estende su circa cento ettari di azienda agricola, tra uliveti, orti, allevamenti, cavalli e antichi casolari recuperati con grande attenzione conservativa.
Ogni elemento contribuisce a costruire un’idea di ospitalità che interpreta il lusso in modo contemporaneo: esclusivo ma autentico, raffinato senza perdere il contatto con la natura e con le tradizioni locali.

La dimora è anche un luogo di cultura. Le opere di Mark Kostabi e Marco Lodola convivono con gli ambienti storici della villa, mentre presentazioni di libri, incontri con autori e salotti letterari trasformano gli spazi in un punto di riferimento culturale per il territorio.
Villa Corallo rappresenta oggi uno degli esempi più riusciti di come ospitalità, agricoltura, arte e alta cucina possano convivere armoniosamente, contribuendo a restituire centralità alla provincia di Teramo nel panorama del turismo esperienziale italiano.
Il nostro pranzo da Zunica 1880: il percorso degustazione firmato Gianni Dezio
Più che un semplice pranzo, quello vissuto da Zunica 1880 è stato un vero viaggio gastronomico, costruito per raccontare la visione dello chef Gianni Dezio e l’identità di un ristorante che oggi rappresenta uno dei riferimenti più interessanti della cucina abruzzese contemporanea.
Il percorso degustazione non è una semplice successione di portate, ma un racconto coerente in cui tecnica, ricerca e rispetto della materia prima si intrecciano continuamente con il paesaggio che circonda Villa Corallo. Una cucina moderna che guarda al futuro senza mai perdere il legame con le proprie radici abruzzesi e che trova nella filiera cortissima dell’azienda agricola — tra orti, allevamenti e produzioni interne — una delle sue caratteristiche più distintive.

L’esperienza prende avvio con una sorprendente kombucha al Montepulciano d’Abruzzo, un benvenuto fuori dagli schemi che introduce immediatamente il linguaggio dello chef: creatività, territorio e capacità di reinterpretare elementi familiari attraverso tecniche contemporanee.
Ad accompagnare la degustazione è un percorso enologico di grande livello, costruito principalmente sulle eccellenze abruzzesi, con alcune interessanti incursioni fuori regione capaci di ampliare il racconto senza modificarne la direzione. La cantina di Zunica 1880 rispecchia perfettamente la filosofia della famiglia Zunica: una carta profondamente legata all’Abruzzo, attenta ai piccoli e grandi produttori del territorio, ma allo stesso tempo aperta alle migliori espressioni italiane e arricchita da alcune prestigiose referenze internazionali dedicate agli appassionati.
Tra le diverse portate emergono alcuni piatti che raccontano con maggiore forza la personalità di Gianni Dezio e che hanno tutte le caratteristiche per diventare autentiche icone di Zunica 1880.
L’aperitivo da bar: arachide ricostruita ed estratto di olive
L’apertura del percorso gioca con la memoria e con l’ironia, reinterpretando uno dei rituali più semplici e riconoscibili della cultura italiana: l’aperitivo al bar.
In tavola arriva un originale “aperitivo da bar” composto da un’arachide ricostruita, realizzata interamente a base di arachidi, accompagnata da un piccolo bicchiere di estratto di olive. Un omaggio contemporaneo al classico abbinamento che da sempre accompagna i momenti conviviali italiani.

Il contrasto tra la consistenza avvolgente dell’arachide e l’intensità sapida dell’estratto di olive crea un primo assaggio sorprendente, divertente e immediatamente riconoscibile, capace di trasformare un ricordo quotidiano in un gesto gastronomico raffinato.
Olio Leccino, pane e ventricina teramana
Prima ancora delle portate principali è il territorio a entrare in scena.
L’olio extravergine di oliva 100% Leccino, prodotto dall’azienda agricola di Villa Corallo, è una monocultivar di grande qualità, caratterizzata da profumi eleganti, equilibrio e una piacevole persistenza. Ad accompagnarlo arriva un pane autoprodotto dalla crosta fragrante e dalla mollica soffice, elemento semplice ma fondamentale per valorizzare ogni sfumatura dell’olio.

Il racconto prosegue con una sorprendente interpretazione della tradizione abruzzese: la ventricina teramana, lavorata e mantecata con acqua fino a raggiungere una consistenza incredibilmente cremosa, quasi quella di un burro speziato.

A completare il boccone una focaccia cotta sulla brace, preparata con un impasto arricchito dalle patate e profumata con lo za’atar, la storica miscela mediorientale composta da timo, origano, sommacco e semi di sesamo. Le sue note balsamiche e tostate ricordano il profumo della pizza appena sfornata, mentre il calore della focaccia esalta la morbidezza della ventricina.

Un incontro sorprendente tra Abruzzo e Mediterraneo, capace di unire memoria e ricerca in un assaggio di grande personalità.
Guazzetto di granchio blu, gobbetti e propoli
Un piatto che lascia subito il segno.
Il guazzetto sorprende per intensità e precisione, giocando sull’equilibrio tra la dolcezza del crostaceo, la freschezza marina dei gobbetti e le delicate note aromatiche della propoli. Un’apertura che definisce immediatamente il livello della cucina di Dezio: tecnica, sensibilità e capacità di costruire profondità senza appesantire.

Gnocchetti alle alghe, cannolicchi e pinoli
Probabilmente il piatto manifesto di Zunica 1880.
Una pasta capace di raccontare il mare attraverso una costruzione elegante e misurata. I cannolicchi sono protagonisti assoluti, valorizzati senza mai essere sovrastati, mentre il pinolo aggiunge una nota tostata che completa il piatto con equilibrio.
Un concentrato di territorio, tecnica e contemporaneità destinato a entrare tra le preparazioni simbolo della cucina di Gianni Dezio.

Rombo, funghi e alloro
Un esercizio di grande precisione.
La cottura del rombo è impeccabile, mentre funghi e alloro accompagnano il pesce con un gioco aromatico raffinato, capace di amplificarne il gusto senza coprirne la delicatezza.
Un piatto che racconta maturità tecnica, equilibrio e una cucina capace di valorizzare la materia prima nella sua essenza.

Agnello steccato alla liquirizia e albicocche in conserva
È forse il piatto che meglio interpreta l’Abruzzo contemporaneo.
L’agnello, simbolo della tradizione pastorale regionale, viene reinterpretato con una sensibilità moderna: la liquirizia dona profondità e carattere, mentre l’albicocca in conserva introduce una nota fresca e leggermente acidula che rende il boccone dinamico e armonioso.
Una preparazione destinata a diventare uno dei simboli della cucina di Gianni Dezio.

La degustazione continua con il raffinato equilibrio di mandorla, ciliegie e lardo, un piatto costruito sui contrasti tra dolcezza, grassezza e consistenze differenti, seguito dal carpaccio di diaframma di marchigiana, accompagnato da radicchio marinato e da una crema ai chiodi di garofano che aggiunge profondità aromatica senza risultare invasiva.
A chiudere il percorso arriva il dessert di fragole, meringa e panna, fresco e perfettamente calibrato, pensato per accompagnare il finale con leggerezza. L’ultimo gesto della cucina è una piccola sorpresa: un raffinato cioccolatino a forma di oliva realizzato con la cultivar Leccino, un omaggio all’azienda agricola di Villa Corallo e al legame profondo con la terra.

Villa Corallo e Zunica 1880: quando un territorio torna protagonista
Villa Corallo non è soltanto un relais di charme e Zunica 1880 non è semplicemente un ristorante stellato Michelin.
Insieme rappresentano un progetto capace di restituire centralità alla provincia di Teramo, dimostrando come visione imprenditoriale, cultura dell’accoglienza e alta cucina possano trasformare un luogo in una destinazione internazionale.
Da un ex rimessaggio per trattori è nato uno dei ristoranti più interessanti d’Abruzzo.
Da una terra considerata per troppo tempo soltanto un luogo di passaggio è nata una meta capace di attrarre viaggiatori, gourmet e appassionati di ospitalità di lusso da tutto il mondo.
Ed è forse questo il risultato più importante: aver dimostrato che anche la provincia italiana può diventare protagonista quando identità, talento e coraggio imprenditoriale trovano la giusta sintonia.
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